Altri sintomi
La compresenza di altri sintomi a carico del tratto gastrointestinale era frequente e rappresentata da nausea ricorrente od episodica (in quattordici casi), accompagnata da pirosi (in tre casi), aerofagia e eruttazioni (in cinque casi).
Dei soggetti che lamentavano aerofagia ed eruttazioni, due riferivano anche episodi frequenti di rigurgiti tali da far sospettare una possibile sindrome da reflusso gastroesofageo concomitante (GERD).
Rilevante invece la familiarità per malattie organiche dell’apparato digerente: quattro pazienti riferivano anamnesi familiare positiva per ulcera peptica duodenale, cinque per neoplasia del tratto gastrointestinale, due per poliposi del colon e tre per colelitiasi sintomatica.
L’anamnesi patologica era muta nella maggior parte dei casi tranne che per il riscontro di tre casi di colelitiasi asintomatica, un caso di ulcera duodenale HP positiva (vedi oltre nella parte relativa agli esami strumentali per una analisi più approfondita) e due casi di malattia da reflusso gastroesofageo. Inoltre da menzionare ancora il dato anamnestico di parto cesareo in tre donne e due casi di appendicectomia.
L’esame obiettivo non ha mai messo in evidenza masse addominali sospette; ha invece fatto rilevare una modesta dolenzia alla palpazione profonda, con riscontro di corda colica in fossa iliaca sinistra in cinque casi e uno spasmo sfinteriale all’esplorazione rettale (vedi oltre in discussione la possibile implicazione nella eziopatogenesi della sindrome dell’intestino irritabile).
Gli esami ematochimici erano normali in quasi tutti gli individui eccezion fatta per due donne in cui era presente una lieve anemia (peraltro in assenza di sangue occulto nelle feci e pertanto verosimilmente legata alle perdite fisiologiche cicliche marziali).
Tutti gli esami strumentali effettuati (un’ecografia addominale in tre casi, una EGDscopia in altri cinque individui, un clisma opaco a doppio contrasto in due pazienti e un Rx tubo digerente) come era prevedibile non avevano messo in evidenza patologie organiche di rilievo, fatta eccezione per il riscontro di colelitiasi (peraltro asintomatica) in tre casi, di un caso di ulcera peptica duodenale HP positiva eradicata e guarita e due casi di ernia jatale con reflusso gastroesofageo.
In diciotto casi sui ventitrè esaminati c’era un chiaro rapporto tra sintomo (dolore o gonfiore addominale) e l’evacuazione nel senso che quest’ultima migliorava la cenestesi.
Scarsa importanza sembrano poi avere le abitudini voluttuarie: solo tre individui fumavano e solo due dichiaravano un introito alcolico superiore ai 50 grammi al dì. Anzi diffusa è la convinzione che anche una moderata assunzione di vino ai pasti possa peggiorare la sintomatologia e di conseguenza molti pazienti si astengono da tale pratica.
Invece una cattiva abitudine (conseguenza purtroppo delle nostre convenzioni sociali) era invece quella dichiarata di non rispondere prontamente allo stimolo alla defecazione (quasi tutti i soggetti lamentavano che spesso ciò non era possibile perché si trovavano in tali circostanze o al lavoro o in viaggio...).