La terapia antibiotica empirica della diarrea
Solo una minima parte di diarree infettive necessita di terapia antibiotica (vedi oltre). Di contro una terapia antibiotica impropria può essere addirittura deleteria, potendo precipitare una sindrome emolitica uremica o prolungare lo stato di portatore di Salmonella. Vi è inoltre il rischio di indurre resistenze agli antibiotici quando l’uso di questi sia improprio e diffuso, cosa che oggi comincia ad essere evidente per ceppi di Campylobacter resistenti ai fluorochinlonici e di Salmonella multiresistenti.
La terapia antibiotica empirica della diarrea deve essere presa in considerazione solo in due condizioni: quando una diarrea di origine batterica è verosimile sulla base della clinica o dal riscontro di sangue o di leucociti nelle feci, soprattutto se sviluppata in una piccola comunità o durante un viaggio in una area a rischio [
8]; quando una infezione da Giardia sia sospettata perché la malattia persista oltre 2 settimane.
In pazienti con sintomi dissenterici (febbre elevata, tenesmo, sangue e muco nelle feci), ed in quelli in cui si dimostri la presenza di lattoferrina, leucociti o sangue nelle feci vi è una elevata probabilità che la diarrea sia causata da batteri invasivi del tipo Salmonella, Shigella, o Campylobcter.
Se la diarrea dura più di 2 settimane può essere considerata una infezione da Giardia. Dal momento che circa il 50% dei test per la ricerca di Giardia nelle feci sono falsamente negativi una terapia empirica con metronidazolo è indicata [
9]. Peraltro il trattamento empirico con metronidazolo sarà efficace anche nel caso in cui la diarrea sia causata da una eccessiva crescita batterica intestinale [
10].
- La maggior parte delle diarrea non necessita di terapia antibiotica per guarire; una terapia antibiotica impropria può essere addirittura deleteria.
- Gli unici casi in cui è indicata una terapia emprica sono la dissenteria nel viaggiatore e nelle piccole comunità e la diarrea protratta.