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Diarrea acuta

Data agg: 17/07/2007

Gli esami di laboratorio

Diarrea acutaGli esami di laboratorio possono servire per definire la patogenesi e la eziologia della diarrea. La presenza di lattoferrina, leucociti e sangue occulto nelle feci può suggerire, in un paziente febbrile, la presenza di una intensa reazione infiammatoria intestinale e quindi supportare l’indicazione ad una eventuale terapia antibiotica empirica o alla effettuazione di un esame colturale delle feci.

Lattoferrina e leucociti sono presenti nelle feci soprattutto in pazienti con infezione da Salmonella, Shigella, Campylobacterm, Yiersina, Vibrio non-cholerae, Aeromonas e Clostridium difficile. Nella amebiasi intestinale pur potendo esservi sangue, vi sono pochi leucociti. La ricerca dei leucociti nelle feci fresche è un esame economico, ma deve essere effettuato da un microscopista esperto. Il dosaggio della lattoferrina, più riproducibile, è più costoso. Entrambe le metodiche hanno valori di sensibilità e specificità simili, intorno all’80% [Bibliografia 11, Bibliografia 12].

Un esame colturale delle feci è indicato solo nei pazienti che presentino uno dei segni seguenti: T >38.5°C, presenza nelle feci di leucociti, lattoferrina o sangue, persistente diarrea in un paziente che non abbia ancora effettuato una terapia antibiotica [Bibliografia 3].

Le colture effettuate di routine sono in genere in grado di identificare solo una parte dei batteri potenzialmente causa di diarrea: Salmonella, Shigella, Campylobacter, Yiersina, e Aeromonas. I sintomi suddetti sono altamente predittivi di infezione da parte di questi germi.

Diarrea acutaNella routine clinica un enorme numero di esami colturali sulle feci sono prescritti in modo improprio. Due studi effettuati negli USA hanno dimostrato che solo il 2% degli esami colturali richiesti di routine hanno permesso di riconoscere un agente patogeno, con un costo di 900-1200 $ per patogeno riconosciuto [Bibliografia 13, Bibliografia 14].

La coltura delle feci non è dunque un test di routine, ma deve essere effettuato con le indicazioni suddette o nel caso in cui la particolare condizione epidemiologica in cui la infezione si è sviluppata (in una comunità ad esempio) renda indispensabile il riconoscimento dell’agente. Un gran numero di patogeni non vengono peraltro riconosciuti dagli esami di routine. È il caso dell’ E. coli 0157:H7 e di altri E. coli che producono tossina di Shiga, del Vibrio cholerae e di altri Vibrioni non-cholerae e di alcuni ceppi di Yersinia [Bibliografia 15, Bibliografia 16, Bibliografia 17]. Fatta eccezione per l’ E. coli 0157:H7 che può essere riconosciuto utilizzando appositi terreni di coltura, tutti gli altri germi possono essere identificati solo in laboratori di ricerca. Nel caso del Clostridium difficile, la sua ricerca, o meglio la ricerca della sua tossina, è indicata dalla comparsa di diarrea in un paziente che faccia uso di antibiotici o ne abbia fatto nelle ultime 2 settimane.

La ricerca di parassiti nelle feci è indicata nei pazienti che abbiano una diarrea persistente o che presentino alcune caratteristiche epidemiologiche: abbiano di recente viaggiato in Russia (Cryptosporidium e Giardia) [Bibliografia 18], Nepal (Cyclospora) [Bibliografia 19] o in regioni montagnose (Giardia) [Bibliografia 20]; siano omosessuali maschi o siano affetti da AIDS (una gran varietà di parassiti, compresi Giardia e Entamoeba histolytica) [Bibliografia 21]; si tratti di una epidemia in una comunità, spesso di bambini (Giardia e Cryptosporidium) [Bibliografia 22, Bibliografia 23]; sia presente diarrea ematica ma non vi siano leucociti nelle feci (amebiasi, per effetto delle tossine del germe che sono litiche sui leucociti) [Bibliografia 23].

Similmente a quanto detto per l’esame colturale convenzionale, anche la ricerca di parassiti nelle feci (il cosiddetto “O and P’s” (ova and parasites) non è cost-effective. I parassiti possono essere identificati da un esame microscopico di routine o nel caso della Giardia e del Cryptosporidium da test basati su immunofluorescenza o ELISA.

  • La maggior parte degli esami colturali delle feci sono inutili e richiesti in modo improprio
  • Solo una minoranza dei batteri può essere coltivato con le procedure di routine
  • La presenza di dissenteria, di sangue e leucociti nelle feci e la diarrea protratta sono indicazioni alla effettuazione di esami colturali
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