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Farmaci generici

Data agg: 08/09/2006

Cosa sono

Prendiamo la confezione di un qualsiasi medicinale: tra le informazioni riportate sulla scatola troviamo almeno due indicazioni:

  1. il principio attivo: è la sostanza che ci cura, che cioè ha effetti sul nostro organismo; il nome del principio attivo nasce al momento della sua scoperta scientifica, e spesso fa riferimento alle sue caratteristiche chimiche;

  2. il nome commerciale, inventato dalla ditta che ha deciso di commercializzare il principio attivo.

È facile comprendere come lo stesso principio attivo possa essere contenuto in numerosissimi farmaci, contraddistinti da diversi nomi commerciali, così come da prezzi differenti. In questo quadro i farmaci generici si distinguono dagli altri perché:

  • sono privi del nome commerciale, e sono contraddistinti unicamente dal principio attivo e, eventualmente, dal nome della ditta produttrice;
  • costano circa il 20% meno dei farmaci equivalenti non generici
  • contengono un principio attivo non più coperto da brevetto.
Come i farmaci non generici equivalenti, tuttavia:
  • sono prodotti da aziende che forniscono precise garanzie
  • hanno gli stessi effetti sull´organismo.

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Perchè costano meno

Il prezzo di un farmaco non generico tiene conto dei costi sostenuti dall´ azienda farmaceutica per scoprire o sintetizzare un nuovo principio attivo. Secondo la legge, l´azienda:

  1. brevetta il principio attivo,
  2. acquisisce il diritto di commercializzarlo in esclusiva per diversi anni, e quindi
  3. vende il farmaco ad un prezzo che tiene conto delle spese sostenute dall´azienda.

Scaduto il brevetto sul principio attivo, i farmaci che lo contengono possono essere prodotti e venduti anche da altre aziende farmaceutiche. In questo caso, poiché non ci sono spese di ricerca da recuperare, il prezzo del prodotto sarà più basso.

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La nuova legge


Cambia nuovamente la legislazione relativa ai farmaci generici!

Con la riforma del 1° settembre 2001, tra farmaci uguali per composizione, efficacia, qualità, dose e confezione, ma di prezzo diverso, il Servizio Sanitario Nazionale rimborsava interamente i farmaci meno cari, generalmente i generici.

La nuova legge del 16 novembre 2001 n.405, "Interventi urgenti in materia di spesa sanitaria", entrata in vigore il 1° dicembre 2001, prevede invece il solo rimborso del farmaco, con il prezzo più basso, disponibile a livello regionale.
La competenza in materia passa dunque agli Assessorati alle sanità regionali.

L'attuale situazione è però tutt'altro che chiara. Ci sono infatti delle differenze sostanziali, tra enti regionali, nella gestione dei farmaci rimborsabili.

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Cosa cambia per il cittadino

  1. In alcune regioni, il farmaco più economico è il generico meno caro disponibile sul territorio regionale. In altre invece il farmaco più economico è quello meno costoso in assoluto, sempre disponibile sul territorio, anche se non si tratta di un farmaco generico.

    In attesa che tutti gli enti regionali si adeguino alla nuova legislazione, verificando l'effettiva disponibilità nel proprio territorio di farmaci a più basso costo ed emanando delle "liste di trasparenza" (elenchi di farmaci rimborsabili e disponibili regionalmente), molte regioni hanno adottato il seguente provvedimento: se il farmaco meno caro non è disponibile a livello regionale, il servizio sanitario territoriale fornisce al cittadino il farmaco corrispondente, anche se più caro, assumendosi l'onere della differenza di costo.

    Lazio, Campania, Lombardia, Molise, Puglia e Sicilia invece non si fanno carico della spesa. In questo caso dunque il cittadino si accolla l'aggravio di pagare la differenza.

  2. Se il medico prescrive al paziente un farmaco non interamente rimborsabile, il farmacista stesso, in accordo con il cliente, lo può sostituire con quello equivalente di prezzo minore, passato dal Servizio Sanitario Regionale.

  3. Il medico, però, può prescrivere al paziente, qualora lo ritenga più idoneo nella cura, un farmaco di costo superiore al minimo e apporre sulla ricetta una sigla di "non sostituibilità", con la quale il farmacista non potrà cambiare il farmaco. In questo caso il paziente è costretto a pagare la differenza.

  4. La nuova legge permette poi di introdurre dei ticket sanitari. Da febbraio, Lazio e Calabria hanno inserito il ticket di 1 euro su ogni ricetta medica. La Regione Lazio ha previsto inoltre che i medici possano prescrivere solo un farmaco per ricetta, mentre la Calabria ha previsto il limite di prescrittibilità a due farmaci.

    Ancora diverso il caso della Sicilia, che ha inserito il ticket di 50 centesimi di euro per confezione, prevedendo un numero massimo di 2 medicinali per prescrizione.
    Provvedimenti impopolari che probabilmente verranno presi, in futuro, anche da altre regioni.

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Informazioni

Per maggiori informazioni puoi telefonare al numero verde istituito dal ministero della Salute 800-001177 dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 17.00

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I farmaci generici un anno dopo

  1. lo scenario
  2. le parti in causa: il medico, il farmacista, il paziente
  3. le cause dell'insuccesso

Due indagini confermano la lenta diffusione dei farmaci generici. In questo breve approfondimento dello speciale cerchiamo di indagare su questo scenario, capirne le motivazioni e le opinioni delle parti interessate: il paziente, il medico ed il farmacista.

La Redazione diGastroNet

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Lo scenario
Precisamente diciotto mesi dopo il loro debutto, è opinione condivisa che i farmaci generici stentano a decollare.

A confermarlo sono due diverse indagini: l'una condotta dall'Istituto IMS Health nei primi otto mesi del 2002 e l'altra, più recente, condotta da Dorom, azienda produttrice di generici, i cui risultati sono stati presentati a Roma lo scorso febbraio.

Nei primi otto mesi del 2002 la scelta è caduta sui generici 2 volte ogni 100 prescrizioni, anche se il mercato indicava una lieve tendenza alla crescita, poi confermata dall'indagine successiva.

La diffusione dei generici procede al rilento in particolar modo al Sud: i medici stentano a prescriverli e spesso compilano le ricette aggiungendo la dicitura di non sostituibilità che impedisce al farmacista di proporre il generico al posto del farmaco "griffato".
E' vero anche che al Sud è più difficile reperire i generici. Tra i meno reperibili ci sono cardiovascolari, ansiolitici e pomate antinfiammatorie. Al Nord, al contrario, la diffidenza verso il generico tende sempre più a diminuire, specie tra le fasce di popolazione a maggior reddito e più informate. Ad ogni modo i pazienti dipendono ancora dal medico nella scelta ed è più spesso il medico a proporlo piuttosto che il paziente a richiederlo.

Nonostante queste premesse, in alcuni casi, la comparsa dei generici ha comportato la diminuzione del prezzo delle corrispettive specialità che pare abbia portato un risparmio di circa 97 milioni di euro nei primi sei mesi del 2002. Un risparmio, tuttavia, di gran lunga inferiore rispetto alle attese (100 milioni di euro anziché 400).

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Le "parti in causa": il medico, il paziente, il farmacista.
Da entrambe le indagini emerge che il medico non è ancora abituato a prescrivere i farmaci in base al principio attivo. E soprattutto è particolarmente preoccupato che ne sia garantita la qualità e che questa sia assicurata dalle aziende produttrici. Risulta pertanto fondamentale la richiesta di garanzie e il fatto che la motivazione del risparmio non prevalga sulla qualità.
I medici lamentano, inoltre, un surplus di lavoro dovuto alla necessità di spiegare all'assistito i motivi della scelta prescrittivi, sia quando cade su un generico che quando riguarda, invece, i farmaci normalmente conosciuti, ma soprattutto deplorano la facoltà dei farmacisti di poter cambiare a proprio piacimento il prodotto con un altro di pari composizione.

Lamentele provengono anche dal fronte dei farmacisti costretti dalla Legge a fornire al paziente informazioni sulla possibilità di sostituire il farmaco prescritto con un generico.

Quanto al paziente, un italiano su tre ancora non sa cosa sia il farmaco generico, secondo un'indagine condotta dall'associazione Altroconsumo. Da gennaio di quest'anno questo dato sembra comunque in aumento. La maggioranza ne ha sentito parlare alla TV, ma molti ignorano che siano meno cari e pertanto rimborsabili dal Servizio Sanitario Nazionale.

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Le cause dell'insuccesso.
Il motivo del mancato decollo è stato da più parti individuato in due fattori principali: la denominazione come "generico" e il criterio di informazione basato essenzialmente sul concetto di risparmio.

L'operazione di lancio è partita tardi e male, concentrandosi più sul concetto di risparmio che su quello della sicurezza. Mario Falconi, segretario della Federazione dei Medici, afferma che "non è stato sottolineato a sufficienza che si tratta di farmaci utilizzati da tanti anni e sicuri".

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Opuscolo informartivo

Roma, 25 lug . (Adnkronos Salute)
Per far prendere agli italiani confidenza con i generici, da lunedì 31 luglio 2006 600 mila opuscoli informativi saranno distribuiti nelle circa 1.400 farmacie comunali in tuttItalia. La campagna è promossa da Assofarm, che riunisce le farmacie pubbliche. Nonostante i medicinali non griffati siano cresciuti in questi anni, i cittadini ne sanno ancora poco o, comunque, restano diffidenti.

Scarica l'opuscolo
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