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Gastrite

Data agg: 30/08/2002

La Gastrite

A cura del Comitato Scientifico di Gastronet

 Che cos'è la gastrite?

La gastrite è una infiammazione acuta o cronica della mucosa dello stomaco.
Nonostante il termine "gastrite" sia correntemente utilizzato per definire una "malattia" caratterizzata da sintomi digestivi (dolore, bruciore, pienezza ecc.), in realtà nella terminologia scientifica "gastrite" significa semplicemente infiammazione dello stomaco. Nella maggior parte dei casi tale infiammazione non dà sintomi o disturbi di sorta e dunque non può essere considerata una malattia. Una gran parte della popolazione sana ha infatti una gastrite senza aver mai sofferto di nulla.

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 Quali sono le cause della gastrite?

Numerose sono le cause di gastrite. La gastrite acuta è in genere dovuta a infezioni o all'assunzione di alcuni farmaci, soprattutto anti-infiammatori e anti-dolorifici. La gastrite acuta in genere guarisce spontaneamente.
La causa più frequente di gastrite cronica è l'infezione da Helicobacter pylori (Hp). Tutta una serie di altri fattori ambientali possono contribuire allo sviluppo e progressione di gastrite, in particolar modo l'alcol e il fumo.

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 Chi si ammala di gastrite?

La gastrite è estremamente frequente in Italia e nel mondo occidentale e la sua frequenza aumenta con l'età delle persone. Dopo i 50 anni quasi il 50% delle persone ha una gastrite cronica. La gran parte delle gastriti croniche sono dovute all'infezione da Helicobacter pylori.

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 Quali sono i sintomi della gastrite?

La gastrite acuta si manifesta con dolori nella parte alta dell'addome, difficoltà alla digestione (pesantezza, eruttazioni), bruciore.
La gastrite cronica, invece, in genere non dà sintomi e dunque nella maggior parte dei casi non è diagnosticata.

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 Come si fa diagnosi di gastrite?

L'unico modo per fare diagnosi di gastrite è praticare una gastroscopia, prelevare un piccolo pezzettino di mucosa gastrica (biopsia) e farlo analizzare (esame istologico).




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 Cosa succede a chi ha una gastrite cronica?

La maggior parte delle persone avrà una gastrite cronica per tutta la vita e non avrà mai alcun sintomo. Circa il 10% di quelli con gastrite causata da Helicobacter pylori potrà sviluppare un'ulcera gastrica o duodenale. In una piccola percentuale di casi la gastrite diventerà più grave, determinando ulteriori alterazioni della mucosa quali atrofia o displasia, tanto da poter determinare un aumento, seppur minimo, del rischio di sviluppare un cancro dello stomaco.

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 Come si cura la gastrite?

Le gastriti acute in genere guariscono spontaneamente una volta che la causa (infezione, farmaci ecc.) venga rimossa o venga meno. Tale guarigione può essere favorita utilizzando farmaci che proteggano la mucosa dello stomaco (sucralfato), riducano l'acidità dello stomaco (bicarbonato, idrossido di magnesio e alluminio) o riducano la secrezione di acido da parte dello stomaco (anti H2 e inibitori di pompa protonica).
Le gastriti croniche da Helicobacter pylori possono essere curate curando l'infezione. Tuttavia la sola presenza di gastrite non è un motivo per trattare l'infezione visto il decorso sostanzialmente benigno che la malattia ha.

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 Si può prevenire il cancro gastrico curando la gastrite?

La gastrite, in particolare quella da Helicobacter pylori, è solo uno dei molteplici fattori che contribuiscono alla formazione di un cancro gastrico. La maggior parte degli altri fattori, ambientali, dietetici e genetici, sono solo in parte conosciuti e dunque non influenzabili da trattamenti. La presenza di una gastrite "severa" con alterazioni della mucosa a rischio di trasformazione neoplastica (atrofia, displasia) potrebbe richiedere una terapia della gastrite e dell'infezione da Helicobacter pylori per prevenire l'ulteriore evoluzione in cancro.
Che la eradicazione del batterio sia efficace nell'arrestare la progressione in cancro non è ancora però stato dimostrato con certezza.
Non è invece proponibile trattare a tale scopo tutti gli individui con gastrite, visto l'elevatissimo numero di persone con gastrite nella popolazione e visto il rischio estremamente basso che tali individui hanno di sviluppare un cancro nella loro vita.

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