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Medici riuniti a Fiuggi dettano le
linee guida per il futuro del Ssn

Data agg: 26/06/2008

«Un servizio sanitario nazionale unitario, equo, solidale e di qualità». Questo l’obiettivo dichiarato con cui sindacati medici e società scientifiche si sono ritrovati alla prima Conferenza nazionale della professione medica, organizzata a Fiuggi dalla Federazione nazionale dell'ordine dei medici (FnomCeo) lo scorso 13-14 giugno. Alla fine della due giorni un documento, nero su bianco, ha espresso il punto di vista comune su sei temi chiave: universalità del Servizio sanitario nazionale, rapporti con la politica, integrazione tra diverse aree della professione e del Sistema sanitario, rischio professionale, promozione della qualità delle cure, professione medica al femminile.

«Le dichiarazioni di consenso che concludono i lavori intendono proporre indicazioni concrete per superare alcune criticità del nostro sistema - ha fatto sapere Amedeo Bianco, presidente della FnomCeo - riconfermando l'impegno dei medici italiani a migliorare in maniera continuativa l'efficacia, la qualità, la sicurezza dei servizi offerti agli assistiti». Un documento, quello stilato a ciuffi, che vuole anche essere una risposta al delicato frangente in cui oggi versa il sistema sanitario italiano. «I medici vogliono dare risposta alle richieste dei cittadini - continua Bianco - che lanciano oggi preoccupanti segnali di sfiducia verso la sanità pubblica e privata e verso gli operatori».

Per rilanciare il sistema, i medici chiedono scelte politiche autorevoli e rigorose, soprattutto per colmare il gap in cui ancora versano le regioni del sud-Italia. Necessari interventi su strutture e infrastrutture ospedaliere e territoriali, dunque, ma anche maggior investimento sull'umanizzazione e la domiciliarità delle cure. Per quanto riguarda le liste d'attesa, poi, i medici indicano la necessità di una gestione corretta basata non sul semplice potenziamento delle prestazioni ma su una maggiore appropriatezza, puntando anche su una maggiore responsabilità sia dei medici che dei cittadini.

Altro punto delicato è quello della nomina delle dirigenze. I medici propongono di modificare i criteri di scelta del Direttore generale delle Aziende sanitarie rendendo pubblici tutti i passaggi necessari alle nomine: dalle procedure di selezione ai curricula dei candidati. Sarebbe poi una commissione tecnica terza a valutare le candidature e a definire le competenze necessarie al ruolo da ricoprire.

Nel campo della formazione, i medici italiani richiedono soprattutto una maggiore interazione tra “sapere” e “saper fare”. E’ ritenuto necessario un miglioramento dell’esame di stato, mentre va invece mantenuto il numero chiuso delle facoltà di medicina.

Coraggiosa poi la proposta avanzata per arginare il diffondersi dei rischi medici: l'introduzione nel nostro Paese del reato di “colpa medica” in ambito penale, che permetterebbe di valutare correttamente la responsabilità del medico senza però ledere il diritto dei cittadini al giusto riconoscimento del danno.

Nell’ottica di una maggiore integrazione di professionalità tra medici e altri professionisti sanitari, a Fiuggi è stato anche chiesto che gli Ordini professionali si convertano in enti pubblici con funzioni sussidiarie dello Stato.

Infine, un occhio di riguardo va ai cosiddetti “camici rosa”. Per la professione medica è necessario valorizzare le specificità e i contributi individuali delle donne perchè le differenze apportano «ricchezza nell'alleanza e nella relazione terapeutica e l'approccio della sensibilità femminile è in grado di favorire una rinnovata responsabilità sociale e etica».

La Redazione di Gastronet

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