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Epatite C, in arrivo 2 nuovi farmaci

Data agg: 09/02/2012

In arrivo entro la fine dell’anno due nuovi farmaci antivirali diretti contro l’epatite C, Boceprevir e Telaprevir.
Rispetto ai tradizionali interferone e ribavirina, i nuovi principi attivi bloccano la moltiplicazione del virus e promettono quindi di essere più efficaci.

In circa 7 casi su 10 il virus scompare e un’analisi di Health Technology Assessment, condotta dall’università Cattolica di Roma, promuove i due farmaci. La cattiva notizia è che, sebbene efficaci, entrambi costano decine di migliaia di euro.

Spiega Giampiero Carosi, professore di Clinica delle malattie infettive e tropicali dell’università di Brescia: «Con la terapia standard attuale si ottiene il 40% di eradicazione di HCV genotipo 1, il più difficile da trattare. I nuovi farmaci antivirali diretti (DAA), attivi sul genotipo 1, consentono di elevare questa percentuale di guarigione al 65-75%».

Matteo Ruggeri, docente di Economia Sanitaria della Cattolica, ha sviluppato un modello farmacoeconomico per capire l’impatto dei nuovi farmaci. Il modello ipotizza 14mila pazienti con infezione da HCV, sottoposti alla triplice terapia con uno dei due nuovi antivirali, dato in associazione alla terapia tradizionale (boceprevir o telaprevir + PEG-interferone + Ribavirina), e ne stima i costi aggiuntivi e gli anni di vita guadagnati.

Oggi si spendono 156 milioni di euro l’anno per la cura dell’epatite C in Italia, l’introduzione delle nuove terapie costerebbe fra i 236 e i 434 milioni di euro in più, a seconda del tipo di pazienti cui vengono somministrati e del prezzo dei nuovi farmaci, ancora da definire.
«I nuovi trattamenti
– sottolinea Ivan Gardini, Presidente Associazione EpaC Onlus - consentiranno di bloccare l'evoluzione della malattia in un numero sempre più elevato di pazienti.
I costi di gestione e di ospedalizzazione si abbasserebbero, nonché un deciso incremento di qualità e quantità di vita per il paziente e il suo nucleo familiare. Inoltre, per quei pazienti più a rischio di altri, le nuove molecole rappresentano l’unica opzione terapeutica in grado di salvare loro la vita e ci aspettiamo il sostegno di tutti per agevolare questo gruppo all’accesso immediato ai nuovi trattamenti. Il desiderio dell’Associazione
– afferma Gardini - è che siano trovate le risorse per curare tutti i pazienti, creando una parità di accesso al trattamento, al netto della discrezionalità del medico, ovvero nel rispetto delle scelte mediche operate dal professionista».

Approvati dall’Fda nel maggio 2011 e poi dall’Ema, i due antivirali sono già usati in Spagna, Gran Bretagna, Germania e Francia.

Fonti:
Agi Salute
Associazione Epac C
Cirrosi
Geek Informatico

A cura della Redazione di Gastronet

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