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  14/03/2003  


  La terapia medica
 
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Ulcera in atto
La terapia della lesione ulcerosa si propone di ottenere la cicatrizzazione mediante un'inibizione della secrezione acida e/o una protezione della superficie mucosa.

L'inibizione della secrezione acida
I farmaci antisecretivi, che agiscono riducendo la secrezione acida gastrica, comprendono gli H2-antagonisti e gli inibitori della pompa protonica (PPI).
Gli H2-antagonisti o H2-bloccanti o anti-H2 limitano la secrezione acida in modo "selettivo", con azione antagonista a livello dei recettori H2 dell'istamina della cellula parietale gastrica.
La loro introduzione, che risale alla metà degli anni '70, ha segnato un passo decisivo nella terapia farmacologica dell'ulcera peptica, avendo apportato benefici sia in termini di riduzione dei tempi di cicatrizzazione sia nella prevenzione delle recidive, statisticamente superiori al placebo.

I farmaci inibitori della pompa protonica (PPI), che comprendono rabeprazolo, omeprazolo, esomeprazolo, lansoprazolo e pantoprazolo, introdotti successivamente, hanno un importante effetto antisecretivo e permettono di raggiungere un pH vicino alla neutralità in tempi più rapidi rispetto agli anti-H2. Questa efficacia, è dovuta all'azione sulla via finale "comune" della secrezione acida. I PPI, infatti, sono dei profarmaci, che dopo essere stati assorbiti a livello intestinale, si attivano a livello del canalicolo secretore della cellula parietale dove trovano un pH di 1-2. Il loro meccanismo d'azione consiste nel bloccare la produzione di protoni (H+), da parte della pompa protonica (enzima ATPasi H+, K+ dipendente) della cellula parietale gastrica. Tale evento si esplica mediante il legame irreversibile con i gruppi -SH della pompa protonica, la lunga durata d'azione (12-24 ore) di questa classe di farmaci dipende dal fatto che il ripristino in quantità fisiologiche della secrezione acida avverrà solo con la risintesi di nuove pompe.
Le differenze fra i diversi PPI sono legate, più che alla loro efficacia complessiva, alla loro velocità d'azione e alle loro interazioni farmacologiche. Tra i PPI, rabeprazolo inibisce la pompa protonica più rapidamente di omeprazolo, lansoprazolo e pantoprazolo, mentre non vi sono sufficienti dati di confronto con esomeprazolo.

Come dimostrato con un modello sperimentale, nella cicatrizzazione della lesione ulcerosa, ha meno importanza l'entità dell'inibizione della secrezione acida gastrica, rispetto alla sua durata nel tempo. E' ottimale il mantenimento di un pH> 3.5 per almeno 18 ore al giorno, come garantito dai PPI.
Le passate segnalazioni di ipergastrinemia, legata all'acloridria indotta da questi farmaci, con successiva formazione di nitrosamine, sono state smentite da diversi studi.
I numerosi studi disponibili, inerenti sia l'UG che duodenale, hanno dimostrato che queste molecole, quando somministrate a dose "piena", permettono di ottenere percentuali di cicatrizzazione del 96-99% delle lesioni ulcerose a 4 settimane. I tassi di cicatrizzazione, simili per i vari PPI, sono risultati, in diversi studi randomizzati e condotti in doppio cieco, significativamente superiori a quelli ottenuti con gli anti-H2.

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