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  14/03/2003  


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Diagnosi della lesione ulcerosa
L'esame di primo livello è rappresentato dall'endoscopia del tratto digestivo superiore (EGDS) .
Tale indagine permette, oltre alla visione diretta della superficie luminale di esofago, stomaco e duodeno, anche il prelievo bioptico delle aree interessate, ciò consente la diagnosi differenziale fra una lesione ulcerosa benigna e una maligna. Sul numero di biopsie da effettuare, è dimostrato che l'accuratezza diagnostica, del 50-60% quando vengono effettuati due prelievi, sale arrivando a percentuali fino al 100% se si prelevano 10 campioni. Nel caso di lesioni "maligne", ciò è dovuto al fatto che la trasformazione é un processo focale, e quindi possono non rilevarsi cellule neoplastiche in tutte le zone esaminate. Le biopsie devono essere soprattutto effettuate sui bordi dell'ulcera e non all'interno, dove si trova solo materiale necrotico e di granulazione ( Spechler SJ. 2002).

Vi sono alcuni aspetti endoscopici che permettono un indirizzo nella diagnosi differenziale tra lesione "benigna" e "maligna": la prima presenta una forma arrotondata, ovaloide o fusiforme, con pliche che convergono in modo concentrico verso il cratere, al contrario della seconda, che presenta margini irregolari, con contorni convessi verso l'interno e ha un confine tra margini della lesione e mucosa circostante irregolare.
Le lesioni potenzialmente tumorali sono nella stragrande maggioranza dei casi a sede gastrica, la possibilità di riscontrare un'ulcera del bulbo duodenale, associata a carcinoma duodenale è un evento che ha una frequenza dello 0.024%, come dimostrato da uno studio tedesco degli anni '80 su 153.000 EGDS ( Ottenjann et al 1982). Le ulcere localizzate nel secondo tratto duodenale o oltre, specialmente se multiple o giganti, suggeriscono la possibilità di una localizzazione duodenale di una sindrome di Zollinger ed Ellison o del morbo di Crohn.
Una domanda di crescente attualità è se sia necessario effettuare la EGDS in tutti i pazienti con sintomi dispeptici: i pareri sono controversi. Diversi studi hanno rilevato una maggiore frequenza di infezione da H.pylori nei pazienti con dispepsia funzionale (DF) rispetto alla popolazione di controllo ed inoltre, alcuni individui con sintomatologia dispeptica soffrono di gastrite antrale che potrebbe progredire in ulcera se non venisse prevenuta con l'eradicazione dell'infezione ( Sontag et al 2001). Secondo le linee guida del Gruppo di Studio Europeo dell'Helicobacter pylori (EHPSG), è raccomandata direttamente la ricerca dell'H.pylori nei pazienti dispeptici di età inferiore ai 45 anni senza segni "di allarme" (anemia, calo ponderale, disfagia, malassorbimento, masse palpabili o altre manifestazione di lesione organica) ( Malfertheiner et al. 2002). Gli altri dovrebbero essere indirizzati all'esame endoscopico. Tali indicazioni si basano sul fatto che alcuni studi hanno riportato che tra i pazienti dispeptici infettati dal batterio, il 20-60% hanno una sottostante ulcera, e sulla considerazione che è un evento raro la presenza di una lesione carcinomatosa sotto i 45 anni.

La radiologia è ormai superata nella routine diagnostica, e trova indicazione solo in caso di impossibilità all'esecuzione dell'EGDS e in alcune forme di complicanze, come la stenosi, nelle quali lo strumento endoscopico ha un transito ostacolato. Tale tecnica permette di documentare la "nicchia" ulcerosa, alcuni caratteri differenziali tra lesione benigna e maligna e deformità del bulbo duodenale. La sua accuratezza diagnostica aumenta con l'utilizzo del doppio contrasto.

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