Metodologia d'esecuzione
Materiali e metodi ::
Posizionamento dell'elettrodo pH-metrico ::
Avvertenze e rilevanze dei sintomi ::
Bibliografia
Materiali
Nella fotografia è rappresentato tutto l'occorrente
per eseguire una pH-metria.
Si possono notare le bottiglie di vetro scuro che
contengono le soluzioni tampone, le provette impiegate
per la calibrazione delle sonde, le garze, il cerotto
e il gel lubrificante da utilizzare per facilitare
l'introduzione della sonda.

Metodologia d'esecuzione
Per l'esecuzione dell'esame il paziente deve essere a digiuno,
cosciente e collaborante.
L’esame standard viene eseguito in assenza di terapia farmacologica;
vi sono casi,
tuttavia, in cui non si può sospendere una terapia anche se questa
(per esempio, farmaci calcioantagonisti e nitroderivati) può avere
potenziali effetti sul reflusso,
effetti di cui bisognerà tenere conto nell'interpretazione dell'esame.
Infine, in alcuni casi vi è indicazione ad eseguire una pH-metria
durante terapia con farmaci antisecretivi per controllare la loro efficacia.


Fasi dell'esame pH-metrico
Nella diapositiva sono elencate le diverse fasi di un esame pH-metrico standard.

Calibrazione del sistema (I)
Prima di iniziare l'esame occorre procedere alla calibrazione del sistema
per pH-metria, cioè dell'insieme pH-metro più sonda.
Si immerge la sonda pH-metrica in soluzioni a pH noto (nella foto: provetta 7)
affinche' il registratore possa acquisire la differenza di potenziale prodotta da
quella sonda pH-metrica a quel dato valore di pH.
In caso di registrazioni pH-metriche in esofago si possono utilizzare soluzioni con
pH 4 e 7; in caso di pH-metria gastrica è invece opportuno impiegare tamponi a pH
1 e 7.

Calibrazione del sistema (II)
La calibrazione del sistema pH-metrico ha lo scopo di far acquisire al
registratore il voltaggio (espresso in millivolt) generato dalla sonda
pH-metrica per quel determinato valore di pH.
Calibrando con soluzioni a pH 4 e 7 si rettilineizza questo intervallo
di valori e, pertanto, i valori al di fuori di tale range potrebbero risultare
meno affidabili. Per questo, anche per registrazioni del pH esofageo si
consiglia di effettuare la calibrazione con valori di 1 e 7.
Tuttavia, bisogna anche ricordare che tutte le sonde pH-metriche assicurano,
indipendentemente dall'intervallo di calibrazione, una buona linearità nel
range di valori fisiologici.


Anestesia locale e introduzione della sonda
Prima di procedere all'intubazione del paziente, è opportuno effettuare un'anestesia
locale con uno spray alla lidocaina nella gola e nella narice del paziente.
Si procede poi all'introduzione della sonda per via nasale e al corretto
posizionamento nel punto standard di registrazione, a 5 cm dal bordo superiore
dello sfintere esofageo inferiore.

| Posizionamento dell'elettrodo pH-metrico |

Posizionamento dell’elettrodo pH-metrico: metodica standard
Poiché l'interpretazione dell'esame pH-metrico comprende anche un'analisi di tipo
quantitativo dei dati registrati, è essenziale che la metodica venga eseguita in
modo standard così da poter rendere confrontabili e affidabili i risultati dell'esame.
Uno dei maggiori problemi è il corretto posizionamento dell'elettrodo pH-metrico;
secondo la metodica standard, l'elettrodo deve essere posto a 5 cm in posizione
prossimale rispetto al bordo superiore dello sfintere esofageo inferiore (SEI).
Data l'importanza dell'argomento, esso verrà approfondito nelle pagine
successive.

Radiologia
Per posizionare l'elettrodo pH-metrico si possono utilizzare diverse metodiche,
più o meno affidabili:
- la radiologia
- il pull-through pH-metrico
- la manometria esofagea
- l'uso di un sistema di individuazione dello sfintere esofageo inferiore ("LES finder").
La radiologia è certamente la tecnica più semplice, ma sfortunatamente non è sempre
corretto utilizzare una corrispondenza tra strutture anatomiche (inserzione dei
pilastri diaframmatici sulla colonna vertebrale) e funzionali (SEI).
L'utilizzo della radiologia si basa sul presupposto che lo sfintere esofageo inferiore
si trovi all'intersezione della proiezione radiologica dei pilastri diaframmatici con
la colonna vertebrale. Da questo punto si calcola la distanza di un corpo vertebrale e
mezzo e in questa sede si posiziona la punta dell'elettrodo pH-metrico.
Tale sistema è particolarmente utilizzato in pediatria dove si utilizza un'apposita
formula (formula di Strobel) che mette in correlazione la lunghezza del bambino con la
distanza dello SEI dalle narici.
Nell'adulto, e soprattutto in presenza di un eventuale ernia jatale, tale metodo può
provocare notevoli errori nel posizionamento della sonda pH-metrica.


Pull-through
Un sistema certamente più affidabile è il cosiddetto "pull-through" o "step-up pH-metrico". La manovra consiste nel far procedere la sonda pH-metrica sino a giungere
nello stomaco del paziente; a questo punto sul display del pH-metro si potrà leggere il
valore del pH che dovrà essere molto acido (valori compresi tra pH 1 e 2).
Successivamente si comincia a retrarre lentamente la sonda sino a notare un cambiamento
dei valori di acidità; generalmente si riesce a individuare un punto di viraggio in cui
il pH da valori di 2 o 3 cambia bruscamente raggiungendo valori superiori a 4. Da questo
punto di viraggio si retrae ulteriormente la sonda di altri 5 cm.

Concordanza tra margine superiore dello SEI e viraggio del pH
La metodica del pull-through, tuttavia, per quanto semplice, si rivela spesso inaffidabile.
Alcuni studi infatti dimostrano come questo sistema non sia in grado di determinare con
sufficiente precisione i margini dello sfintere esofageo inferiore sia nei normali sia,
soprattutto, nei pazienti, arrivando ad errori anche di alcuni centimetri.
Alcuni Autori suggeriscono di combinare la metodica del pull-through pH-metrico e quella
radiologica per riuscire a ottenere una miglior precisione; tuttavia, anche in questo caso,
il risultato puo' non essere preciso.


Manometria esofagea
È evidente che per ottenere un accurato posizionamento della sonda pH-metrica occorre
utilizzare una tecnica manometrica che consenta di rilevare con esattezza la posizione
dello sfintere esofageo inferiore e dei suoi margini mediante la rilevazione delle
pressioni endocavitarie.
La manometria esofagea risulta, pertanto, la metodica di scelta per la corretta individuazione
dello sfintere esofageo inferiore e dei suoi margini; purtroppo, in
questo modo si sottopone il paziente a un ulteriore esame (anche se, comunque,
la manometria esofagea può essere considerata un esame complementare nella malattia da
reflusso gastroesofageo), con il relativo fastidio di una seconda
intubazione.
Per evitare la manometria senza perdere l'accuratezza, si possono utilizzare
particolari sistemi definiti "LES finder" o "LES locator" o "LES identifier" che servono
per misurare in modo accurato la posizione dello sfintere esofageo
inferiore mediante la misurazione della pressione.
Tali accessori sono composti da un
piccolo sistema manometrico, formato da un solo trasduttore di pressione collegato ad
un sottile catetere con singolo lume che può essere accoppiato o
fissato all'elettrodo pH-metrico.
Nell'immagine è rappresentato tutto l'occorrente per l'identificazione dello SEI. Si può
notare la sacca Fenwall per applicare pressione al liquido di perfusione (a sinistra) ed
il trasduttore che verrà perfuso e collegato all'unico canale manometrico incorporato nella
sonda di pH.

Elettrodi di antimonio con carattere manometrico
Nella diapositiva è possibile osservare un particolare di un elettrodo di antimonio con incorporato un piccolo catetere manometrico (indicato dalla freccia); in tal modo, con la sola intubazione con il catetere pH-metrico,
si potrà ottenere anche un dato pressorio.
Il sistema viene perfuso con una sacca di perfusione tipo Fenwall, generalmente utilizzata
per le trasfusioni (vedi diapositiva 10).
Alcuni recenti modelli di pH-metri sono forniti di un piccolo display grafico a cristalli
liquidi che visualizza in tempo reale il tracciato pressorio. In questo modo è possibile
ottenere un sistema semplice, relativamente poco costoso e comunque affidabile per individuare
la zona di alta pressione sfinteriale.
È evidente che questo piccolo sistema di manometria non sarà in grado di fornire valori
pressori assoluti affidabili, ma servirà comunque perfettamente a rilevare l'area di alta
pressione sfinteriale e, di conseguenza, i suoi limiti.


Sistemi per l'identificazione della zona sfinteriale
Quando il punto di registrazione pressoria del catetere entra nella zona di alta
pressione che caratterizza lo SEI, sul display si può apprezzare l'aumento della pressione
(traccia che si innalza). Continuando a retrarre lentamente la sonda attraverso lo SEI, si
arriva al suo margine superiore (cioe' il punto di passaggio tra SEI e corpo esofageo); tale
limite, dal punto di vista pressorio, e' caratterizzato da una brusca caduta della traccia.


Misurazione della sonda pH-metrica
Dopo aver individuato la distanza del margine superiore dello SEI dalle narici, si effettua
una misurazione sulla sonda pH-metrica per individuare fino a quale punto essa debba essere
introdotta e si contrassegna tale livello.

Fissaggio della sonda
Dopo aver posizionato correttamente la sonda, occorre fissarla in modo accurato al naso in
modo che non possa spostarsi rispetto al punto calcolato.
Solitamente viene utilizzato del cerotto telato che garantisce una buona tenuta anche in caso
di abbondante secrezione nasale.
È buona norma avvertire il paziente di controllare l'adesione tra cerotto ed elettrodo
pH-metrico, per evitare una variazione nella posizione della sonda.
In alcuni casi, può essere utile l'utilizzo di spray nasali vasocostrittori.
Terminata la fase di introduzione dell'elettrodo, è opportuno far attendere il paziente
un quarto d'ora per assicurarsi della buona tollerabilità dell'esame. Tale periodo di tempo
può anche essere impiegato per consentire al paziente di assumere un caffè o un piccolo
spuntino; in questo modo il paziente può rendersi conto di quale sia il fastidio procurato
dall'elettrodo durante l'introduzione di cibo.
| Avvertenze e rilevanze dei sintomi |

Avvertenze per l'esecuzione dell'esame
Prima di congedare il paziente, occorre istruirlo su alcuni semplici accorgimenti da seguire
durante l'esame.
Innanzitutto il paziente dovrà tenere un diario dettagliato in cui segnare con precisione
ora e minuto del cambio di posizione del tronco; occorre spiegare che è importante conoscere
quando il tronco passa dalla postura verticale, assunta durante la posizione in piedi o seduta,
a quella orizzontale.
Gli altri importanti eventi da segnare sul diario sono l'ora di inizio e di fine dei pasti,
l'eventuale assunzione di cibo al di fuori dei pasti e il momento esatto di insorgenza dei
sintomi.
Se la pH-metria viene eseguita a scopo diagnostico, è opportuno che il paziente segua il
suo abituale stile di vita (orario e tipo dei pasti, orario del riposo ecc.); infatti l'uso
di orari e pasti standardizzati, sebbene renda più riproducibile l'esame, potrebbe non
rappresentare la realtà quotidiana del paziente. L'unica avvertenza che può essere data
al paziente è di non esagerare nell'assunzione di cibi o bevande con un pH particolarmente
acido o decisamente alcalino.
Ovviamente, se l'esame pH-metrico viene effettuato per scopi di ricerca, è essenziale
standardizzare tutte le possibili variabili.


Segnalazione dell'insorgenza dei sintomi
Soprattutto nella segnalazione del sintomo occorre essere particolarmente accurati nella
rilevazione dell'ora e del minuto esatto.
Tutti i pH-metri sono muniti almeno di un tasto marca-eventi che il paziente deve premere in occasione dell'insorgenza di un sintomo; la pressione del marca-eventi verrà poi visuallzzata sul tracciato pH-metrico finale. In questo caso, durante l'esame il paziente ha riferito 3 episodi di dolore (P).

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