Sistemi di rilievo e registrazione
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Bibliografia
Misurazione della concentrazione idrogenionica
La pH-metria è la misurazione del pH. Il pH è una notazione
scientifica che equivale al logaritmo negativo della concentrazione
idrogenionica.
La pH-metria misura la concentrazione degli idrogenioni dissociati
o liberi; in questo si differenzia dalla titolazione che, al contrario,
misura l'acidità totale.

pH-metria esofagea: schema a blocchi
In questa diapositiva è rappresentato lo schema a blocchi di un tipico
sistema per pH-metria.
Il sistema di rilevazione è rappresentato da elettrodi sensibili alla
concentrazione degli idrogenioni; gli elettrodi sono talmente miniaturizzati
da poter essere introdotti agevolmente nell'esofago del paziente. Di queste
sonde, come si vedrà in seguito, ne esistono diversi tipi.
Vi è poi un sistema di elaborazione del segnale pH-metrico, formato da componenti
elettronici e da un'interfaccia analogico-digitale. Tuttavia, per l'utilizzatore
tale parte del sistema è completamente trasparente e non necessita di alcuna modifica
ne' regolazione.
Il sistema di memorizzazione dei dati è composto da memorie a stato solido, simili
a quelle utilizzate nei personal computer.
In realtà, per la memorizzazione di un esame di 24 ore, sono sufficienti pochi KByte
di memoria e, pertanto, la quantità di memoria non costituisce un problema particolare.
Per quanto concerne la registrazione dei dati solitamente, alla fine dell'esame,
vengono scaricati dal registratore a un personal computer ed è quest'ultimo che provvede
sia alla successiva elaborazione, sia alla visualizzazione dei dati.
Alcuni vecchi modelli di pH-metria consentivano di collegare una stampante direttamente al
registratore e di ottenere una copia su carta del tracciato.
L'ultimo blocco del sistema è costituito da un personal computer che ha il compito di
elaborare tutti i dati registrati durante l'esame.
Se si considera che con un campionamento normale di 6 secondi, durante un esame di 24 ore,
si ottengono poco meno di 15 mila dati, si può capire come per l'elaborazione numerica della
pH-metria sia estremamente utile l'uso di un personal computer.


Gli elettrodi per la pH-metria
Nella foto sono mostrati due tipici elettrodi per la pH-metria.
Come si può notare
le dimensioni complessive degli elettrodi sono tali da poter consentire
un'agevole introduzione nel naso del paziente.
Soprattutto utilizzando le sonde di dimensioni piu' piccole, e' possibile inserire piu'
di un elettrodo nel paziente senza provocare particolari fastidi.
Le sonde raffigurate sono del tipo in vetro.

Caratteristiche delle sonde
Nella diapositiva sono riportate le caratteristiche principali e ideali delle sonde per
pH-metria.
L'elettrodo dovrebbe essere preciso (cioè misurare con esattezza il vero pH) e
anche sensibile (cioè accorgersi anche di piccole variazioni del pH in esame); inoltre,
deve essere rapido nell'effettuare le variazioni del valore.
Poiche' la pH-metria viene eseguita nell'arco delle 24 ore, l'elettrodo deve essere anche
stabile; in altre parole, se immergiamo l'elettrodo in una soluzione a pH 7, esso, anche
dopo molte ore, deve continuare a registrare sempre lo stesso valore di pH.
Gli elettrodi per pH-metria sono soggetti a traumatismi, soprattutto durante la fase di
introduzione nel paziente e le procedure di pulizia; pertanto la robustezza dell'elettrodo
risulta un parametro importante per assicurare una lunga durata di esercizio.
Ovviamente, un elettrodo ideale dovrebbe possedere tutte queste caratteristiche ad un costo
estremamente contenuto.


Rilevazione di un cambiamento di pH
In questa immagine è rappresentato quello che avviene quando si verifica un cambiamento di pH
(nell'esempio quando si passa da pH 1 a pH 7). Il cambiamento nella misurazione non è istantaneo
ma assume una forma a "esse italica"; in altre parole, vi è un tempo di adattamento necessario
affinchè l'elettrodo riesca ad accorgersi della variazione del pH.
Come si nota nella figura, la maggior variazione avviene in un tempo rapido; al contrario,
viene impiegato più tempo per raggiungere il 100% del nuovo valore di pH.
Il tempo impiegato dall'elettrodo per raggiungere il 90% del valore è uno dei parametri che
vengono utilizzati per descrivere le caratteristiche degli elettrodi pH-metrici.

Tipi di elettrodi
Sul mercato si trovano comunemente tre tipi di elettrodi che differiscono tra loro
essenzialmente per il sistema utilizzato per rilevare la concentrazione idrogenionica.
In effetti, tutti gli elettrodi generano una differenza di potenziale che è proporzionale
alla concentrazione degli ioni H+.
Nel caso di elettrodi in antimonio, questo cristallo reagisce con gli idrogenioni dando
luogo alla formazione di elettroni.
Anche gli elettrodi in vetro* generano una differenza di potenziale che è proporzionale
alla concentrazione di ioni idrogeno.
AI contrario, gli elettrodi ISFET sono dei veri e propri transistor con un circuito
elettronico che produce una variazione di voltaggio ancora una volta, proporzionale
alla concentrazione degli ioni idrogeno.
* Gli elettrodi in vetro sono così chiamati perchè una membrana semipermeabile di vetro divide l'elettrodo dal liquido da misurare.


Caratteristiche degli elettrodi per pH-metria ambulatoriale
Nella tabella sono riassunte alcune caratteristiche degli elettrodi pH-metrici presenti
sul mercato.
La sensibilità corrisponde al valore in mV che l'elettrodo genera per ogni unità di
pH.
Il tempo di risposta esprime la capacità dell'elettrodo di passare da un valore di
pH a un altro; come si può notare, sono espressi i tempi impiegati sia per raggiungere
il 90% della nuova misura, sia il 98%. Ovviamente, il tempo occorrente per raggiungere
il 98% è molto maggiore.
Sono poi riportati il numero medio di esami che ogni elettrodo può effettuare; ovviamente,
tale numero può variare notevolmente anche a seconda della manutenzione cui è sottoposto
l'elettrodo.
Per quanto riguarda l'elettrodo di antimonio, la durata è anche in funzione del tipo di
esame che si effettua; infatti, una forte acidità, come quella presente nello stomaco,
consumerà più rapidamente il cristallo.
Il costo è indicativo e risente di molte variabili.
Il drift esprime la stabilità dell'elettrodo anche per registrazioni prolungate, di 24 ore.
Le dimensioni riportano il diametro massimo dell'elettrodo; per esempio, gli elettrodi
in vetro hanno una parte iniziale rigida e con diametro maggiore (vedi diapositiva 3).
In effetti, il resto della sonda, presenta un diametro inferiore. Infine, la linearità
esprime l'intervallo di valori di pH in cui l'elettrodo assicura una misurazione lineare.


Registratori
Nella diapositiva sono riportati i più diffusi modelli di pH-metri presenti sul mercato
italiano.
Digitrapper delta (in basso a sinistra) della Medtronic, distribuito da Medtronic
Italia.
Orion (in alto a sinistra) della Medicai Measurement System, distribuito da Eurel.
Flexilog 2020 (in basso a destra) della Oakfield Instrument, distibuito da Medimar.
PH Informer (in alto a destra) della Deltron, distribuito dalla casa.

Caratteristiche dei registratori per pH-metria
Nella diapositiva sono riportate le caratteristiche importanti che possono variare
tra i vari tipi di pH-metri.

Caratteristiche dei registratori per pH-metria
In questa diapositiva sono riportate le caratteristiche dei più comuni registratori
per pH-metria disponibili sul mercato italiano.
Il numero dei canali esprime il numero di elettrodi pH-metrici che possono essere
collegati al registratore.
La frequenza di campionamento utilizzata dal registratore è espressa come numero di
campioni al minuto; in alcuni casi è possibile selezionare tale frequenza. Tutti i
registratori sono in grado di registrare esami della durata di 24 ore; alcuni modelli
possono tuttavia arrivare sino a 96 ore. Solitamente, per ottenere questa durata, è
necessario ridurre la frequenza di campionamento.
Alcuni registratori offrono la possibilità di scegliere il pH del buffer utilizzato
per la calibrazione.
Nella colonna elettrodi è riportato il tipo di elettrodo che il registratore può
utilizzare; come si nota quasi tutti i pH-metri sono in grado di utilizzare
indifferentemente sia gli elettrodi di antimonio (A) sia quelli di vetro (V).
Quasi tutti i pH-metri sono in grado di utilizzare indifferentemente sia gli elettrodi
di antimonio sia quelli di vetro.
Tutti i registratori sono dotati di tasto marca-eventi che viene utilizzato dal paziente
per segnalare il momento in cui si è presentato un sintomo.
Nell'ultima colonna è riportata la modalità di collegamento tra pH-metro e computer.
La maggior parte dei sistemi utilizza un collegamento attraverso la porta seriale.

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