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Pancreatite cronica - Introduzione
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DIAGNOSTICA FUNZIONALE

In epoca pre-ecografia e pre-TC la diagnosi di pancreatite cronica era basata principalmente sulla dimostrazione di una ridotta funzione del pancreas esocrino attraverso test funzionali invasivi quali il sondaggio duodenale dopo stimolazione con secretina e ceruleina. Negli anni numerosi test non invasivi (per questo detti tubeless, ossia che non necessitano di intubazione) sono stati sviluppati.
In realtà negli ultimi anni lo sviluppo delle metodiche di imaging ha relegato questi test ad un ruolo del tutto secondario. Il sondaggio duodenale, l’unico in grado di riconoscere le iniziali alterazioni della funzione pancreatica esocrina, non è più usato se non a scopo di ricerca. L’uso dei tubeless test è tuttora controverso dal punto di vista dell’utilità clinica anche perché, del tutto poco sensibili negli stadi iniziali di malattia, riconoscono una alterata funzione pancreatica negli stadi moderati e severi quanto anche l’imaging consente la diagnosi o quando il paziente ha già sviluppato una franca steatorrea.

Del tutto inutile ai fini della diagnosi è il dosaggio degli enzimi sierici, amilasi e lipasi, in quanto nella pancreatite cronica i loro livelli possono essere spess (Bibliografia Dominguez-Munoz JE, Pieramico O, Büchler M, Malfertheiner P. 1993)

Di contro, ancora abbastanza usati sono oggi i test fecali che dosano nelle feci i livelli di due enzimi, la chimotripsina e l’elastasi, prodotti dal pancreas. Si tratta,dunque, di test diretti della funzione pancreatica.
Il dosaggio della chimotripsina è un test molto poco sensibile e specifico (la chimotripsina è poco stabile ed i suoi livelli possono essere influenzati da una diarrea o una terapia sostitutiva con enzimi pancreatici) e per questo abbandonato. Il dosaggio della elastasi (fatto con anticorpi monoclonali umani) è, invece, molto più accurato. (Bibliografia Dominguez-Munoz JE, Hieronymus C, Sauerbruch T, Malfertheiner P. 1995)

Esso è in grado di evidenziare la pressoché totalità delle pancreatiti croniche moderate e severe e non è influenzato da terapie enzimatiche sostitutive. Tuttavia, come tutti i test funzionali, non è in grado di riconoscere le pancreatiti croniche iniziali. Per quanto concerne i test indiretti di funzione del pancreas, sono basati sulla somministrazione orale di un substrato i cui prodotti, una volta che il substrato sia stato degradato da un enzima di produzione pancreatica, possono essere dosati nel siero o nell’urina (pancreolauryl test e PABA test) e nell’espirato (breath test).

Si tratta di test in disuso anche perché poco precisi (ogni patologia che interferisce con l’assorbimento del substrato può dare falsi risultati). Anche i breath tests che di recente hanno avuto un grande sviluppo (sono basati sull’uso di vari substrati marcati con un isotopo non radioattivo del carbonio, trigliceridi misti, colesteril-C-octanoato, acido oleico e trioleico, che una volta metabolizzati da lipasi pancreatiche, liberano 13C che viene rilevato nell’aria espirata) sono oggi usati solo a livello di ricerca in quanto non ancora completamente validati. (Bibliografia Manes G, Kahl S, Glasbrenner B, et al. 2000)

Esso è in grado di evidenziare la pressoché totalità delle pancreatiti croniche moderate e severe e non è influenzato da terapie enzimatiche sostitutive. Tuttavia, come tutti i test funzionali, non è in grado di riconoscere le pancreatiti croniche iniziali.
Per quanto concerne i test indiretti di funzione del pancreas, sono basati sulla somministrazione orale di un substrato i cui prodotti, una volta che il substrato sia stato degradato da un enzima di produzione pancreatica, possono essere dosati nel siero o nell’urina (pancreolauryl test e PABA test) e nell’espirato (breath test).

Si tratta di test in disuso anche perché poco precisi (ogni patologia che interferisce con l’assorbimento del substrato può dare falsi risultati).
Anche i breath tests che di recente hanno avuto un grande sviluppo (sono basati sull’uso di vari substrati marcati con un isotopo non radioattivo del carbonio, trigliceridi misti, colesteril-C-octanoato, acido oleico e trioleico, che una volta metabolizzati da lipasi pancreatiche, liberano 13C che viene rilevato nell’aria espirata) sono oggi usati solo a livello di ricerca in quanto non ancora completamente validati.

Nella tabella sono riportati i diversi test disponibili per lo studio della funzione pancreatica ed i dati di sensibilità e specificità.

Sensibilità e specificità dei tests di funzionalità pancreatica nella diagnosi di PC
  Sensibilità (%) Specificità (%)
Tests diretti di funzione    
Sondaggio duodenale con stimolazione con secretina/ceruleina 80-97 90-98
Sondaggio duodenale dopo stimolazione con pasto di Lundht 70-90 80-90
Enzimi sierici 20-83 92-100
Chimotripsina fecale 50-100 73-89
Elastasi fecale 80-93 83-94
Tests indiretti di funzione    
NBT-PABA test 85-94 82-100
Pancreolauryl test 55-100 39-100
Breath tests ? ?

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