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Pancreatite cronica - Introduzione
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PATOGENESI

L’alcool è da sempre considerato il fattore più importante nella patogenesi della pancreatite cronica (Bibliografia Amman R, Akovbiatz A, Largiadier F, et al. 1984) (Bibliografia Cavallini G, Frulloni L, Pederzoli P, et al. 1998).

Tuttavia il dato che solo il 5% degli alcolisti sviluppa una pancreatite cronica e che circa 1/3 dei pazienti con pancreatite cronica non ha mai bevuto alcool, ha sempre posto dei dubbi sul ruolo dell’alcool come unico fattore causale. Le recenti scoperte in ambito immunologico e genetico hanno portato a concepire la pancreatite cronica come una malattia che pur avendo cause diverse (genetiche, immunologiche, meccaniche) è fondamentalmente causata da un alterato flusso del succo pancreatico.

Studi su modelli animali hanno infatti dimostrato che una ostruzione del sistema duttale pancreatico è in grado di determinare lesioni a carico del parenchima simili a quelle della pancreatite cronica, con la formazione di plugs proteici che possono precipitare insieme a cristalli di calcio formando i calcoli pancreatici.

L’alcool (ed il fumo), in grado di aumentare la viscosità del succo pancreatico, il suo contenuto in proteine e l’entità della secrezione, rappresenta un fattori di litogenicità che, se associato alle condizioni suddette, determina lo sviluppo della malattia. Tra i probabili fattori predisponenti vanno annoverati anche le anomalie della struttura e della secrezione di litostatina (una glicoproteina che contribuisce a mantenere in soluzione il calcio nel succo pancreatico), frequentemente dimostrati in corso di pancreatite cronica. (Bibliografia Sarles H. 1986)

I meccanismi attraverso cui le condizioni suddette possano alterare il flusso pancreatico sono vari: le anomalie funzionali o neoplastiche della papilla, il pancreas divisum, la stenosi del sistema duttale da parte tumori o cicatrici conseguenti a pancreatiti acute (ricorrenti ad esempio nei pazienti con mutazione del gene della tripsina) determinano ostruzione dei grossi dotti pancreatici; la mutazione del CTFR (il gene coinvolto nella patogenesi della fibrosi cistica) favorisce la precipitazione di aggregati mucosi che possono ostruire i piccoli dotti pancreatici. (Bibliografia Cavallini G, Frulloni L. 2001)

I meccanismi immunologici giocano sicuramente in tale ambito un ruolo importante. Cellule infiammatorie sono presenti nel tessuto pancreatico e producono varie citochine che possono essere coinvolte nella fibrosi (nel pancreas sono state isolate cellule stellate simili a quelle del fegato che stimolate dalle citochine si trasformano in miofibroblasti e producono tessuto connettivo), nella progressione della malattia e nel determinismo del dolore. (Bibliografia Bockmann DE, Büchler M, Malfertheiner P, Beger HG. 1998)


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