Torna a GastroNet Torna all'Home Page A cura del Dott. Giancarlo Parisi
  23/12/2003  


Introduzione e definizione | Epidemiologia | Patogenesi | Quadro clinico e criteri diagnostici | Terapia | Conclusioni | Test

TERAPIA

(Clicca per lo zoom)































FIGURA 1


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La terapia dell'IBS si basa sulla natura e sulla severità dei sintomi, sulla correlazione con l'ingestione dei cibi e con i disturbi della defecazione, mentre la presenza di problemi psicosociali o di comorbidità psichiche interferisce nel decorso della sindrome e ne influenza il trattamento.
Buona parte dei soggetti con IBS ha sintomi di media entità che non influenzano le normali attività quotidiane e si associano a modeste difficoltà psicosociali. In questi casi il trattamento consiste nella educazione del paziente, nella rassicurazione sulla benignità del quadro clinico e sulle modificazioni dietetiche e dello stile di vita.
In questi casi si utilizzano farmaci anticolinergici, antidiarroici o blandi lassativi osmotici a seconda del caso.
Quando la sintomatologia è grave e, di conseguenza, non responsiva ai precedenti trattamenti si utilizzano farmaci antidepressivi e psicoterapia.
Analizzeremo di seguito tutti i presidi terapeutici che abbiamo a disposizione nel trattamento della IBS.

  • La relazione terapeutica: molto importante il rapporto medico-paziente che tende ad influenzare in maniera significativa l'esito della consultazione e le premesse per ogni strategia terapeutica. Se vi è un buon rapporto tra medico e paziente, il numero di visite si riduce in quanto è verosimile che il medico è riuscito a trasferire il suo pensiero al paziente che non ha più dubbi sui suoi disturbi. Fondamentalmente ciò vuol dire che il medico deve impiegare tempo con il paziente con IBS per spiegare quali sono le caratteristiche della malattia. Questa deve essere razionalizzata dal paziente che impara di soffrire di un disturbo cronico che, in buona parte, deve gestire da solo.

  • Abitudini Alimentari: Alcuni pazienti tendono ad attribuire a particolari alimenti alcuni dei loro sintomi. Ciò non è sempre così in quanto non esiste una comprovata causalità tra sintomi e cibo. E' pur vero che vanno evitati alcuni cibi o sostanze in quanto possono accentuare alcuni sintomi. Tra questi ricordiamo i cibi grassi, i fagioli, cibi che producono gas, alcol, caffeina e latte in soggetti con deficit di lattasi.
    Importante è invece l'apporto di fibre che deve essere in misura di 25-30 grammi al giorno. La carenza di fibre nell'alimentazione dei paesi industrializzati viene segnalata come una delle cause dell'IBS, prevalentemente la variante stitica.
    L'argomento fibre è molto interessante ed ha stimolato numerose ricerche tra cui alcune condotte dal sottoscritto e su cui vorrei fare un breve cenno.
    E' noto che le fibre naturali, prevalentemente la crusca,sono di difficile assunzione per la scarsa palatabilità e per provocare,in quanto non idrolizzabili, spiacevoli effetti collaterali tra cui il meteorismo.
    Nella esperienza del mio gruppo l'utilizzo di una fibra parzialmente idrolizzata di guar-gum(PHGG) ha dato dei risultati molto apprezzabili nelle forme medio-severe di questa sindrome. Come mostrato dalle Fig. 1 e 2 abbiamo osservato una riduzione della sintomatologia già dal primo mese di trattamento, con risoluzione non solo della stipsi ma anche della diarrea. Inoltre, e ciò credo che sia la prima segnalazione in letteratura, abbiamo osservato un conseguente miglioramento della qualità della vita (HRQL) dei soggetti trattati che hanno mostrato anche miglioramento dei disturbi ansiosi e depressivi (Fig.3).

  • Diario dei Sintomi: Questo può essere utile per segnalare con precisione l'insorgenza, la severità dei sintomi, la presenza di possibili fattori aggravanti e l'impatto emotivo dei sintomi nel paziente.

  • Farmaci Sintomatici: Questo gruppo di farmaci, largamente usati, è rappresentato da farmaci anticolinergici che sfruttano la loro azione antispastica per dare beneficio sulla sintomatologia dolorosa. I farmaci più in uso sono prevalentemente il cimetropium bromide, il pinaverium bromide, l'octolinium bromide. La trimebutina,la mebeverina. Questi farmaci hanno senza dubbio un risultato migliore del placebo ma non esistono trials estensivi che ne dimostrino l'efficacia.
    La Loperamide è il farmaco antidiarroico più utilizzato in caso di IBS con variante diarroica. Questo potente farmaco va' però utilizzato con cautela per gli effetti collaterali che può indurre. Utile, in presenza di diarrea, anche il Difenoxilato e la Colestiramina (in soggetti con colecistectomia o malassorbimento di acidi biliari).
    In caso di stipsi ostinata, non responsiva ad un corretto introito in fibre, possono essere utilizzati lassativi osmotici come il polietilen-glicole.

  • Nuovi Farmaci: Premetto che nessuno di questi farmaci è in uso in Italia. Tra questi farmaci segnaliamo, in caso di diarrea, gli antagonisti dei recettori 5-HT3, che riducono il dolore viscerale, il transito intestinale e la secrezione del piccolo intestino. Tra questi farmaci quello più in uso negli USA è l'Alosetron che è utilizzato in donne con IBS a variante diarroica.Questo farmaco è comunque gravato,nello 0,1-1%, del rischio di indurre colite ischemica. Ciò ha portato nel 2000 al ritiro del farmaco negli USA e, successivamente, ad una sua reimmissione in commercio nel 2002 dopo approvazione della FDA.
    Un altro farmaco che segnaliamo, sempre in uso negli USA, è il Tegaserod,inibitore dei recettori 5-HT4 che ha mostrato di ridurre la sintomatologia dolorosa e migliorare la stipsi in donne con IBS. (Fig.4)

  • Farmaci Psicotropi: Questi farmaci andrebbero prescritti da psichiatri consultati dai medici di famiglia o dagli specialisti. Dico questo perchè sono farmaci impegnativi e che prevedono una corretta conoscenza dei loro effetti collaterali. Nell'IBS questi farmaci, comunque, hanno mostrato effetti contrastanti e non sempre risolutivi sulla sintomatologia globale del paziente.
    I farmaci utilizzati sono prevalentemente gli antidepressivi e, tra questi, prevalentemente la Desipramina, la Trimipramina, la Imipramina e la Nortriptilina+la Flunazina.

  • Psicoterapia: Il trattamento psicoterapico deve essere considerato quando i sintomi sono da moderati a severi, quando il trattamento medico è fallito o quando vi è una evidenza che stress o fattori psicologici contribuiscono alla esacerbazione dei sintomi. E' ovvio che tale terapia va' effettuta dagli specialisti del settore e che il paziente va' inviato a centri di riferimento.

A conclusione di questo capitolo riporto un algoritmo terapeutico tra i più in uso, che possa aiutare praticamente a sintetizzare quanto precedentemente descritto (Fig.5)




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