Torna a GastroNet Torna all'Home Page A cura del Dott. Giancarlo Parisi
  23/12/2003  


Introduzione e definizione | Epidemiologia | Patogenesi | Quadro clinico e criteri diagnostici | Terapia | Conclusioni | Test

QUADRO CLINICO E CENTRI DIAGNOSTICI

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FIGURA 1


















FIGURA 2


FIGURA 3


FIGURA 4









FIGURA 5


FIGURA 6


FIGURA 7

Il quadro clinico è fondamentalmente rappresentato da dolore addominale e da alterazioni della defecazione (Stipsi, diarrea o da alternanza dei due sintomi). E' sulla tipologia dell'alvo che si individuano quindi tre varianti e cioè l'IBS a variante diarroica, quella a variante stitica ed infine quella ad alvo alterno.
Questi due sintomi fondamentali sono, usualmente, accompagnati da altri disturbi come il meteorismo, la distensione addominale, e, come sintetizzato dalla lingua inglese, il "discomfort".
Ma se questi sono i sintomi basilari c'è da dire che l'IBS è una patologia con una notevole eterogeneità clinica tanto che esistono sintomi più diversi che possono accompagnare questa sindrome. In uno studio di Jones del 1992 sono stati evidenziati sintomi di accompagnamento, in soggetti con IBS, in cui la dispepsia, ad esempio, era presente nel 90% e la pirosi nell'80% circa (Fig.1).
Così comè è frequente che, nelle donne, i disturbi da IBS indirizzino l'attenzione del medico verso l'apparato ginecologico. A tal proposito è noto che è elevato il numero di isterectomie in donne con IBS e che una valutazione gastroenterologica nelle pazienti che si rivolgono al ginecologo, per dolore pelvico, riduce il numero di tali interventi.
Parlando di quadro clinico non possiamo non citare il concetto di Qualità della Vita (HRQL) in quanto questo aspetto è molto compromesso nei soggetti con IBS.
Il concetto di qualità della vita è da tenere ben presente quando ci confrontiamo con un paziente che sta' male e che concettualmente, anche se affetto da un disturbo funzionale, può vivere un disagio maggiore di chi soffre di una patologia organica anche grave.
L'HRQL comprende l'area della funzionalità fisica, della sensazione somatica, dello stato psicologico e delle interazioni sociali che vengono compromesse da una alterazione dello stato di salute.
Riflette quindi la percezione della malattia come capacità funzionale e benessere soggettivo. (Kirschner B.,J Chron Dis 1988)
è importante quindi tenere presente che il quadro clinico che si presenta con una serie di sintomi, possa influenzare la qualità della vita del nostro paziente molto di più di quanto noi possiamo pensare.
In uno studio di Ware del 1993 (Fig.2) la HRQL dei pazienti con IBS è stata confrontata con quella di pazienti affetti da scompenso cardiaco congestizio e la riduzione della qualità della vita (salvo che per il ruolo fisico e la funzione fisica) è sovrapponibile nei due gruppi.
Veniamo adesso a quelli che sono i criteri diagnostici ed a come possiamo affrontare un iter diagnostico nei soggetti con IBS.
Vista la eterogeneità sintomatologia dell'IBS e la diagnostica differenziale con altri disturbi appartenenti alle malattie funzionali dell'apparato gastroenterico si utilizzano dei criteri diagnostici molto precisi.
I primi ad essere stati utilizzati sono stati i Criteri di Manning (Fig.3) che risalgono al 1978 e che sono ancora validi anche se ormai non più usati.

Attualmente vengono utilizzati i Criteri di Roma pubblicati in due versioni una nel 1992 (Criteri di Roma I) e l'altra nel 1999 (Criteri di Roma II). Come si può osservare nella Fig.4 si stabilisce, per porre diagnosi di IBS, che il dolore addominale deve essere necessariamente presente insieme ad almeno due dei seguenti sintomi:
  • Il dolore è attenuato dalla evacuazione
  • Esistono variazioni nella frequenza delle evacuazioni
  • Esistono variazioni nella consistenza delle feci

Questi sintomi devono essere presenti per almeno 12 settimane (non necessariamente consecutive) negli ultimi 12 mesi.
Gli altri sintomi (presenza di muco,gonfiore o tensione addominale, alterata consistenza delle feci) possono essere presenti ma non sono elementi sintomatologici fondamentali.
Pertanto questi criteri rappresentano l'elemento diagnostico fondamentale su cui ci dobbiamo basare per porre diagnosi di IBS. Ma è importante che la valutazione di questi criteri sia completata dalla esclusione di altri quadri clinici, che abbiano la presenza di sintomi uguali, e che includono patologie organiche o altre patologie funzionali.
Quando non vi siano segni di "allarme" come la perdita di peso, la diarrea refrattaria e viene esclusa un'anamnesi familiare di Cancro del Colon, la specificità dei Criteri di Roma supera il 98% ed il rischio di misconoscere una patologia organica è molto basso.
Una recente messa a punto dell'Associazione Americana di Gastroenterologia sulla Sindrome dell'Intestino Irritabile pone l'accento su quale debba essere l'atteggiamento clinico del medico di fronte ad un paziente con sospetta IBS.
Di seguito riporto una sintesi dell'articolo in cui vengono stilate delle raccomandazioni da non trascurare durante la valutazione clinica effettuata su questi pazienti.
"Dal punto di vista pratico è importante un'attenta anamnesi completata da un esame obiettivo accurato che miri ad escludere una epatomegalia, masse addominali o segni di occlusione intestinale. Può essere opportuno completare l'esame obiettivo con una esplorazione rettale, soprattutto quando viene descritta la presenza di sangue nelle feci o sintomi di incontinenza.Si raccomanda di effettuare un esame completo ematologico ed una ricerca del sangue occulto fecale come screening. Tra gli esami consigliati troviamo la VES, la biochimica clinica, il TSH e la ricerca di parassiti fecali e delle uova.
Per pazienti che abbiano superato i 50 anni si raccomanda una colonscopia, mentre nei soggetti più giovani tale esame và effettuato solo con fondato sospetto di malattia organica (prevalentemente nella diagnosi differenziale con le IBD).
Nei soggetti giovani che presentano diarrea può essere utile dosare gli anticorpi antigliadina (aga) ed antiendomisio (ema) per la diagnosi della celiachia.
Se il trattamento iniziale fallisce il quadro clinico và approfondito con altre indagini strumentali come la manometria rettale, il Breath-Test al glucosio o al Lattosio per lo studio del transito e per lo studio della Intestinal Bacterial Overgrowth.
In alcuni casi può essere opportuno ottenere biopsie del colon per escludere una collagenopatia o una colite linfocitica." Per completezza e per praticità vi riporto nelle Fig.5-Fig.6-Fig.7 alcuni algoritmi che possono essere di aiuto nella gestione pratica del paziente. Il primo è molto schematico e sintetico ma si presta molto alla pratica quotidiana mentre gli altri due affrontano algoritmi diversi in caso si tratti della variante con stipsi o quella con diarrea.




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