Torna a GastroNet Torna all'Home Page A cura del Dott. Giancarlo Parisi
  23/12/2003  


Introduzione e definizione | Epidemiologia | Patogenesi | Quadro clinico e criteri diagnostici | Terapia | Conclusioni | Test

PATOGENESI

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FIGURA 1



FIGURA 2

















FIGURA 3

























FIGURA 4

Se analizziamo quelli che sono i meccanismi patogenetici più accreditati possiamo semplificare le varie ipotesi identificando, fondamentalmente, tre gruppi di meccanismi:

  1. Fattori fisiopatologici
  2. Fattori genetici
  3. Fattori psicologici

Fattori fisiopatologici
I fattori fisiopatologici coinvolti nella eziologia della IBS sono rappresentati da alterazioni della motilità intestinale, Ipersensitività viscerale, Infiammazione e fattori psicosociali.

  1. Alterazioni della motilità intestinale:è noto da tempo che il transito intestinale, prevalentemente quello misurato per l'intestino tenue, sia aumentato nella variante diarroica dell'IBS e, al contrario, sia rallentato nella variante stitica (Fig. 1).
    A queste alterazioni della motilità si aggiunge la ipercontrattilità del sigma di tipo non propulsivo. Ciò è presente a digiuno ma si accentua dopo il pasto. Questa situazione, che dal punto di vista semeiologico causa la cosidetta "corda colica "palpabile in addome, porta ad una esagerata risposta del riflesso gastro-colico inducendo un'accentuazione dei disturbi subito dopo l'ingestione di cibo. I meccanismi che sottendono a questo fenomeno sono in parte neuro-mediati ed in parte dovuti a cause ormonali, prime tra tutte la colecistochinina. Le alterazioni della motilità sono state misurate con metodiche elettrofiologiche ed hanno mostrato che nei soggetti con IBS si verficano dei gruppetti di contrazioni separati da periodi di quiescenza motoria molto regolari chiamate DCC (Discret Clustered Contractions). Ciò sta a significare che l'intestino, nella sua contrazione di tipo propulsiva, incontra un ostacolo alla progressione, come se dovesse superare una resistenza (ipercontrattilità del sigma?). Un altro rilievo elettrofisiologico è la presenza nell'ileo di contrazioni giganti e prolungate che corrispondono al crampo doloroso descritto dai pazienti (Fig. 2).

  2. Ipersensitività viscerale: Nel 1973 Richie introdusse il concetto di ipersensitività viscerale nei soggetti con IBS. Gonfiando un palloncino nel retto di un soggetto con questa sindrome ha dimostrato come dei volumi che nel soggetto sano non creano alcun fastidio, nei soggetti con IBS determinano dolore. Ciò sta a significare che distendendo le pareti dell'intestino ed attivando di conseguenza i meccanocettori, viene causato dolore la dove questa distensione minima non è neanche percepita dal soggetto sano. Quindi il concetto di ipersensitività è riassumibile nel fatto che un eccessivo numero di informazioni che arrivano dall'intestino al cervello vengono percepiti come dolorosi. A proposito della ipersensitività e del concetto dei rapporti tra intestino e cervello dobbiamo riferire sul cosiddetto "cervello addominale".
    Nel Marzo del 2001 la rivista FOCUS ha pubblicato un'articolo su quella che sembrava una rivoluzionaria scoperta e che venne chiamato appunto cervello addominale.
    Questo cervello, chiamato "little brain" per distinguerlo da quello centrale, chiamato "big brain" è costituito da un numero di neuroni molto alto, addirittura superiore a quello presente nel midollo spinale. Questo organo, presente nella parete intestinale, è costituito da recettori, uguali a quelli presenti sulla lingua e nella pelle, deputati a percepire informazioni dal lume o dalla parete intestinale e trasferirle al cervello. Fondamentalmente distinguiamo dei chemocettori presenti sulla mucosa e dei meccanocettori presenti negli strati muscolari. Inoltre sono presenti dei recettori silenti che non vengono attivati normalmente se non da alcuni stimoli particolari. Quando ciò succede questi trasferiscono al cervello delle informazioni di tipo doloroso. (Fig. 3)
    Sembra che tra gli stimoli che accendono questi recettori silenti vi siano le citochine, mediatori dell'infiammazione. Un dato molto importante da conoscere, che ci da anche delle spiegazioni cliniche, è che nei soggetti con IBS si osserva una diffusione del dolore in aree più ampie dell'addome. Infatti se nel soggetto sano gonfiamo un palloncino nel colon destro questo sente male a destra, se lo gonfiamo nel colon sinistro sente male a sinistra. Nel soggetto con IBS, indipendentemente da dove gonfiamo il palloncino, il dolore è diffuso a tutto l'addome.
    Un altro concetto molto importante è quello inerente alla produzione del gas intestinale. Nei soggetti con IBS si osserva una incapacità nel trasporto e nella espulsione del gas intestinale. è facile dedurre che la distensione delle pareti dell'intestino a causa di questo gas "intrappolato "nel lume provochi dolore con i meccanismi recettoriali sopradescritti.

  3. Infiammazione: Questo concetto si racchiude nella cosidetta "mild inflammation" che può essere causata da allergie/intolleranze alimentari, infezioni intestinali o modificazioni della flora batterica intestinale. Addirittura (secondo Grossmann) fattori psicosociali, come la violenza infantile, possono causare questa forma di infiammazione minore. Nelle biopsie di mucoda colica in soggetti con IBS si può osservare la presenza di un aumento di cellule infiammatorie e mastociti attivati che, producendo più bradichinina ed istamina, irritano i chemocettori della mucosa causando ipersensitività con i meccanismi sopracitati.

  4. fattori psico-sociali: I pazienti con IBS hanno disturbi psicologici in misura maggiore a chi non soffre di questo disturbo. In uno studio di Drosmann del 1988 (Fig. 4) si è visto che in questi pazienti erano più frequenti disturbi come la depressione, l'ipocondria, l'isteria, la paranoia.
    Inoltre esiste una correlazione tra sintomi gastrointestinali in generale ed eventi gravi (lutto, licenziamento ecc.) verificatasi nell'ultimo anno (Stanghellini ed Al., Scand J GE, 1999). Infine in uno studio di Whitehead del 1992, si osserva come la quantità di eventi stressanti nelle donne con IBS sia significativamente superiore a quella osservabile in donne sane.

Fattori genetici
Esistono studi sui gemelli monozigoti che dimostrano una certa prevalenza di gemelli affetti da IBS. Si ritiene che non solo l'ambiente familiare ma proprio meccanismi genetici siano responsabili di una predisposizione a sviluppare IBS. In uno studio pubblicato da Levy nel 2001 si osserva che la prevalenza di IBS nei gemelli monozigoti è doppia rispetto a quella nei gemelli di zigoti, che hanno una prevalenza simile a quella dei pazienti con IBS non geneticamente trasmessa.

Fattori psicologici
Le ricerche sugli aspetti psicologici dei soggetti con IBS producono alcune osservazioni:

  1. Lo stress esacerba i sintomi gastroenterici. Gli eventi stressanti, come già citato in precedenza, tendono ad esacerbare tutti i sintomi gastrointestinali e particolarmente i disturbi presenti nella IBS.

    Questi soggetti tendono a riportare un numero maggiore di eventi strassanti rispetto a chi non ha IBS. Un aspetto molto importante segnalato a tal proposito è una storia di abuso sessuale in giovane età.

  2. La comorbidità psicologica e psichiatrica è comune nei soggetti con IBS. Una discreta percentuale di soggetti con IBS presentano disturbi psicologici concomitanti.

  3. I fattori psicosociali compromettono lo stato di salute. Gli eventi familiari, lavorativi, emozionali in genere, rappresentano un elemento condizionante in genere lo stato di salute degli individui e sembrano essere particolarmente presenti nei soggetti con IBS.




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