(Clicca per lo zoom)
FIGURA 1
FIGURA 2
|
Abbiamo detto nella introduzione che la IBS è una patologia molto frequente nei paesi industrializzati e che incide prevalentemente su una fascia d'età coincidente con la piena attività lavorativa della popolazione interessata.
Gli studi epidemiologici più attuali ci dicono che è relativamente bassa nel Nord Europa (Danimarca ed Olanda) con una percentuale che oscilla tra il 5 ed il 15% mentre è più diffusa negli altri paesi europei con un picco proprio in Italia dove può colpire sino al 30% della popolazione. L'IBS è anche molto frequente negli Stati Uniti soprattutto nei bianchi (20% della popolazione) ed un pò meno negli ispanici e nella popolazione di colore (Stanghellini, Scand J Gastroent, 1999) come mostrato nella Fig. 1.
Gli studi di prevalenza danno dati variabili a causa della diversità dei criteri di valutazione adoperati ma su alcuni parametri vi' è un accordo generale. Questi dati, provenienti quasi tutti da studi americani, ci dicono che l'IBS è più frequente nelle donne con un rapporto di 2:1 verso i maschi e che l'età di prima presentazione dei pazienti dal medico oscilla tra i 30 ed i 50 anni con una riduzione graduale con il progredire dell'età.
Alcuni dati interessanti riguardano proprio questo aspetto e cioè la richiesta , da parte di questi pazienti, di una visita medica.
Negli USA il 70% dei pazienti con IBS non si reca dal medico tendendo ad autogestire la sintomatologia. Ciò è ascrivibile a fattori culturali, all'alternanza della sintomatologia dolorosa con periodi di benessere ed a disturbi psichici (Drossmann, Gastroenterology 1982). Ritengo personalmente che anche la tipologia assistenziale medica americana, che è privata, possa incidere sulla autogestione da parte dei pazienti. Infatti negli USA dove il 40% dei pazienti non ha un'assicurazione privata la frequenza delle consultazioni mediche per IBS si aggira intorno al 46%. In Australia dove l'accesso alle consultazioni è esteso al 100% della popolazione la frequenza si attesta intorno al 73% (Talley, GUT 1997).
Un altro dato interessante è la distribuzione di queste consultazioni tra medici di famiglia e specialisti. Infatti il 30% di pazienti che si reca dal medico viene gestito, di solito, dal medico di famiglia e solo una parte va dallo specialista mentre solo una minoranza viene arruolato per un trial clinico.
Questo comporta che i dati clinici in nostro possesso sono effettivamente ricavati da una popolazione di pazienti molto selezionata. (Fig. 2)
Nonostante esista questa limitazione possiamo asserire che i disturbi gastroenterici di tipo funzionale costituiscono dal 35 al 41% delle diagnosi in pazienti ambulatoriali e che l'IBS è la più frequente di queste diagnosi. (Russo, J Clin Gastroenterol, 1999).
Altro dato interessante da considerare è quello riguardante l'impatto economico della Sindrome dell'Intestino Irritabile.
Abbiamo detto, in precedenza, che l'IBS è un disturbo diffuso ma che solo il 30% dei pazienti si rivolge al medico. Nonostante ciò questa sindrome è al 7° posto tra le diagnosi effettuate e la più frequente tra quelle formulate negli ambulatori dei gastroenterologi. Le donne sono due volte più numerose e vanno dal medico 4 volte più spesso degli uomini.
è noto che i soggetti con IBS presentano una riduzione della qualità della vita, assenteismo dal lavoro ed un maggior numero di visite mediche che interessano sintomi gastrointestinali ma anche disturbi di altri distretti dell'organismo.
La valutazione dei costi che questa sindrome produce deve quindi considerare un pò tutti questi aspetti e quindi il numero di viste mediche effettuate, la spesa di farmaci, le spese per eventuali ospedalizzazioni e l'assenza dal lavoro calcolata in giornate lavorative perse.
Se analizziamo alcuni dati americani, molto attenti a questi aspetti economici, (Levy, Am J Gastroenterol, 2000) possiamo evidenziare alcuni dati importanti:
I soggetti con IBS hanno un assenteismo dal lavoro tre volte maggiore dei loro colleghi che non soffrono di IBS (13, 4 giorni vs 4, 9 giorni)
Annualmente, negli Stati Uniti, si effettuano 3, 5 milioni di visite mediche per IBS durante le quali vengono effettuate 2, 2 milioni di prescrizioni farmaceutiche
Il costo diretto per anno, negli USA, è, per l'IBS, di circa 8 miliardi di dollari per una popolazione stimata di 255 milioni di persone.
Indubbiamente questi dati sono molto significativi dell'impegno economico e sociale di questa sindrome e la pongono all'attenzione non solo della classe medica ma anche a quella delle istituzioni preposte alla prevenzione ed alla cura di disturbi ad alta diffusione.
|