A cura del Dott. Giuseppe Del Favero
e della Dott.ssa Tamara Meggiato
La dispepsia è molto frequente nel mondo Occidentale e non esiste una strategia ottimale a basso costo valida per tutti i pazienti. La gestione del paziente va individualizzata.
L'esecuzione di EGDS rimane il "gold standard" nel paziente con età superiore a 45 anni e/o con sintomi d'allarme.
Nei pazienti più giovani e senza tali sintomi le opzioni sono differenti e abbastanza equivalenti. Personalmente preferiamo ricercare l'H.p. con test non invasivo e, se positivo, trattarlo. Dopo l'avvenuta eradicazione, in caso di recidiva dei sintomi si può trattare il paziente con un PPI o con un procinetico (più o meno associato al PPI) in caso di dispepsia "dismotilica". In caso di inefficacia di questo approccio conviene riconsiderare la diagnosi di dispepsia e fare un'EGDS.
Nei pazienti con accertata dispepsia funzionale che non rispondono alla terapia antisecretiva o procinetica è possibile fare un tentativo con un antidepressivo triciclico. Anche dopo risoluzione dei sintomi ci si possono aspettare future recidive dato che la dispepsia presenta andamento ciclico, ma la gestione nel lungo termine e/o la terapia di mantenimento nella dispepsia non sono state ancora studiate estensivamente.