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A cura del Dott. Giuseppe Del Favero e della Dott.ssa Tamara Meggiato
Come abbiamo descritto nel capitolo della gestione del paziente dispeptico vi sono diverse categorie di farmaci che possono essere usate nel trattamento dei sintomi dispeptici.
ANTIACIDI, SUCRALFATO, SALI DI BISMUTO
Sono spesso i farmaci usati in prima istanza dallo stesso paziente o dal medico di medicina generale. Gli studi presenti in letteratura non hanno dimostrato un effetto superiore al placebo (Moayyedi et al., Cochrane Review, 2003).
ANTAGONISTI DEI RECETTORI H2
Fino alla commercializzazione dei PPIs sono stati i farmaci più usati nella terapia della dispepsia. Nella suddetta recente Cochrane Review gli autori hanno raccolto 11 trials randomizzati controllati con un totale di 2.164 pazienti. La metanalisi effettuata su questi dati ha dimostrato che gli antagonisti dei recettori H2 sono superiori al placebo nel trattamento della dispepsia.
PPIs
Anche gli inibitori di pompa protonica si sono dimostrati efficaci nel trattamento della dispepsia; Moayyedi et al. hanno raccolto 7 trials randomizzati controllati con 3.031 pazienti reclutati in cui i PPIs hanno dimostrato efficacia superiore al placebo. I fattori predittivi di successo della terapia della dispepsia con PPIs sono molteplici (Schema 11).
SCHEMA 11
La terapia antisecretiva con PPIs determina miglioramento della qualità di vita che perdura anche tre mesi dopo la fine della terapia (Schema 12).
SCHEMA 12
PROCINETICI
Nelle stesse metanalisi anche i procinetici hanno dimostrato di poter determinare un miglioramento importante della sintomatologia dispeptica. Tuttavia gli autori affermano che i dati vanno interpretati con cautela per la possibilità di publication bias (cioè che vi siano anche studi con dati negativi su quei farmaci che però non sono stati pubblicati).
CONFRONTO FRA CATEGORIE DI FARMACI
Già nel 1998 Mason et al. avevano confrontato l'effetto di antiacidi e Ranitidina con i PPIs nel trattamento della dispepsia nell'ambito della Medicina Generale. La scomparsa e il miglioramento dei sintomi era più frequente nei soggetti trattati con PPIs (Schema 13).
In un altro studio di metanalisi pubblicato nel 2001 ma aggiornato nel 2003 Delaney et al. (Cochrane Review, 2003) hanno confrontato diversi gruppi di farmaci fra loro dimostrando che i PPIs erano superiori sia agli antiacidi che agli antagonisti dei recettori H2.

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