A cura del Dott. Giuseppe Del Favero
e della Dott.ssa Tamara Meggiato
La prevalenza della dispepsia è elevata ovunque nel mondo. Negli Stati Uniti il 25% della popolazione presenta dispepsia (escludendo l'MRGE). I dati sull'incidenza sono scarsi ma in uno studio prospettico eseguito in Scandinavia la dispepsia si è sviluppata nello 0.8% di soggetti precedentemente non dispeptici seguiti per 3 mesi. Talley e coll. hanno dimostrato che la percentuale di pazienti che sviluppa sintomi dispeptici ex novo è sovrapponibile a quella dei soggetti in cui la sintomatologia già presente scompare, suggerendo una relativa stabilità della prevalenza nel tempo.
Inoltre, sebbene non ben scientificamente documentata, è noto che la sintomatologia recidiva ciclicamente.
Nella maggior parte dei casi i sintomi dispeptici sono di lieve entità e di breve durata e i pazienti ricorrono all'automedicazione con l'aiuto del farmacista o seguendo i suggerimenti della pubblicità; si calcola pertanto che solo il 25% dei dispeptici si rivolga al medico. Tuttavia, data l'elevata prevalenza, la dispepsia rappresenta il 2-5% delle visite ambulatoriali del Medico di Medicina Generale.
Solo un terzo dei soggetti con dispepsia presenta una causa organica; i due terzi sono affetti da " dispepsia funzionale" (Schema 2) che si definisce come "dispepsia insorta da almeno 3 mesi che non presenti una chiara causa organica".
SCHEMA 2

DISPEPSIA ORGANICA
Per quanto riguarda le cause organiche (Schema 3) in letteratura vi è una notevole eterogeneità di dati: la prevalenza dell'ulcera peptica è in declino ma è ancora riscontrabile in circa il 10% dei pazienti descritti dalle diverse casistiche. Il cancro gastrico è una causa rara di dispepsia (1-2%).
Non si devono dimenticare i farmaci (Schema 4) che possono causare sintomatologia dispeptica; fra questi vanno inclusi antibiotici (es. eritromicina) l'alendronato, la teofillina ed il potassio per os. Tuttavia i farmaci che più frequentemente causano la dispepsia sono i FANS e l'Aspirina tanto che alcuni
consigliano l'esecuzione di un Esofagogastroduodenoscopia (EGDS) in tutti questi pazienti; altri autori ne suggeriscono l'impiego solo in quelli i cui sintomi non si risolvono dopo sospensione del farmaco. Sintomatologia dispeptica è stata descritta anche con gli inibitori selettivi della Cox II.
SCHEMA 3
Dispepsia e malattie gastroenteriche
ulcera peptica
MRGE
patologia vie biliari
gastrite, duodenite
neoplasie (pancreas, colon, stomaco)
pancreatite cronica
malassorbimento
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SCHEMA 4
Farmaci e dispepsia
FANS
Antibiotici orali
Digitale
Teofillina
Alendronato
Sali di potassio
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DISPEPSIA FUNZIONALE
Meno chiara è invece la fisiopatologia della dispepsia funzionale che potrebbe riconoscere fra i moventi patogenetici (Schemi 5-6):
- ritardato svuotamento gastrico
- ipersensibilità viscerale alla distensione
- alterata motilità duodeno-digiunale
- gastrite Helicobacter pylori (H.p.) correlata
- disfunzione del SNC
- alterata accomodazione gastrica post-prandiale
Nonostante parecchi studi fisiopatologici abbiano suggerito il coinvolgimento di uno o più di tali meccanismi nella genesi della dispepsia, raramente si è riusciti a dimostrare una correlazione fra l'alterazione di una funzione e l'insorgenza di sintomatologia dispeptica.
SCHEMA 5
Patogenesi dispepsia simil-ulcerosa
secrezione acida gastrica
Helicobacter pylori
gastrite e duodenite cronica
fattori esogeni
profilo psicologico
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SCHEMA 6
Patogenesi dispepsia simil-motoria
alterazioni motilità duodeno- digiunale
ormoni gastrointestinali
Helicobacter pylori
alterata sensibilità viscerale
stress e profilo psicologico
alterata accomodazione gastrica post-prandiale
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