A cura del Dott. Giuseppe Del Favero
e della Dott.ssa Tamara Meggiato
Dispepsia è un termine generico che comprende una notevole varietà di sintomi attribuibili al tratto superiore dell'apparato digerente. Per questo motivo negli ultimi decenni si è tentato di dare una definizione più precisa al termine dispepsia e un Working Team di esperti riunitisi a Roma nel 1991 ha formulato la seguente definizione:
dolore o discomfort (termine praticamente intraducibile dall'inglese) addominale persistente ricorrente localizzato ai quadranti superiori dell'addome (Criteri di Roma I).
A questi due sintomi cardine si accompagnano spesso altri sintomi quali senso di ripienezza epigastrica, sazietà precoce ed altri ancora (Schema 1).
SCHEMA 1
Principali sintomi della dispepsia
Dolore epigastrico
pirosi
rigurgito
peso epigastrico post-prandiale
sazietà precoce
nausea
vomito
eruttazione
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Alcuni autori hanno tentato di classificare i diversi sintomi in gruppi allo scopo di creare categorie di pazienti più omogenee sotto il profilo fisiopatologico con conseguente diversificazione della gestione diagnostica e terapeutica.
Sono stati identificate quattro categorie di dispepsia:
Dispepsia "simil-ulcerosa" caratterizzata da sintomi che ricordano quelli della malattia ulcerosa con prevalenza di dolore e pirosi epigastrica a comparsa post-prandiale o a digiuno, che migliorano con l'assunzione di cibo o antiacidi.
Dispepsia "dismotilica" in cui sono prevalenti sintomi quali la sazietà precoce, il gonfiore epigastrico, la sensazione di digestione lunga e laboriosa, la nausea ed il vomito.
Dispepsia "simil-reflusso" che si manifesta con pirosi retrosternale e rigurgito acido.
Dispepsia "indefinita" in cui si assiste alla combinazione di sintomi appartenenti a due o più delle forme precedenti.
Una parte della letteratura ha successivamente criticato l'inclusione di pirosi e rigurgito acido nella sindrome dispeptica suggerendo che tali sintomi erano attribuibili alla Malattia da Reflusso Gastro-esofageo negando pertanto l'esistenza di una dispepsia "simil reflusso". Accogliendo queste critiche, nel 1999 il Working Team Roma II ha rivisto i criteri precedentemente formulati modificando la definizione di dispepsia in: dolore o discomfort addominale persistente ricorrente localizzato ai quadranti centrali dell'addome. In tal modo si è cercato di evitare l'inclusione di soggetti con Malattia da Reflusso Gastro-esofageo fra i pazienti dispeptici. Questa esclusione è tutt'ora molto dibattuta e numerosi studi sulla dispepsia di autori anglosassoni includono soggetti con pirosi retrosternale.
Più recentemente alcuni autori hanno proposto di aggiungere alla lista dei sintomi citati nella tabella anche il calo ponderale, conseguenza della sensazione di sazietà precoce che limita l'introito di una adeguata quantità di calorie.
