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  20/06/2006  


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Gastrostomia percutanea endoscopica (PEG)

Cos’è
È una metodica endoscopica utilizzata nella diagnosi e nella cura di alcune patologie della cistifellea, delle vie biliari e del pancreas.

Come si svolge
Il paziente che deve sottoporsi a tale metodica viene sempre ricoverato e sottoposto a sedazione cosciente per poter tollerare meglio la procedura. Tale modalità è necessaria per un opportuno monitoraggio del paziente anche nelle ore successive alla procedura stessa.
L’esame consiste nell’introduzione dal cavo orale di un particolare tipo di endoscopio del diametro di circa 1 cm che passa l’esofago, lo stomaco fino a raggiungere il duodeno, dove sboccano i dotti che portano le secrezioni del fegato e del pancreas all’intestino. Raggiunto lo sbocco del dotto biliare e di quello pancreatico (papilla di Vater), viene iniettato un mezzo di contrasto che permette la visualizzazione delle vie biliari e del pancreas. La contemporanea esecuzione di radiografie permette la documentazione anche radiologica dei tratti esplorati.

Qualora dovessero essere riscontrati calcoli, il medico può decidere di allargare lo sbocco della papilla (sfinterotomia) con un particolare bisturi elettrico. Questo permetterà, in tempi successivi, l’espulsione dei calcoli per via spontanea o mediante l’estrazione stessa con un palloncino e con un cestello. In qualche caso può esser lasciato all’interno dei dotti biliari un particolare sondino (sondino naso-biliare), che fatto uscire dal naso consentirà nei giorni successivi lavaggi della via biliare e controlli radiologici senza altri disagi per il paziente.
Qualora invece venga evidenziato dall’esame un restringimento delle vie biliari o pancreatiche, potrà essere indicato posizionare durante l’esame stesso un particolare tubo di plastica (endoprotesi) che faciliterà il drenaggio delle vie biliari nell’intestino.

Quali sono le complicanze
L’ERCP è una metodica sicura e standardizzata, ma come per ogni manovra invasiva ci sono dei limiti e delle potenziali complicanze. Per ragioni anatomiche può non riuscire in una percentuale che oscilla tra il 5 e il 15% dei casi. Le complicanze possibili sono una pancreatite successiva all’esame, l’infezione delle vie biliari, l’emorragia della papilla di Vater e la perforazione intestinale.
Tali complicanze sono molto rare (meno dell’1%) quando l’esame è esclusivamente diagnostico, più elevate quando diviene operativo (sfinterotomia ecc.). Tali complicanze sono normalmente gestibili con l’osservazione clinica e la terapia medica.
Solo raramente richiedono l’intervento chirurgico. Come per ogni atto invasivo, anche per la colangiopancreatografia retrograda endoscopica viene fatto firmare al paziente, prima dell’esame, il consenso informato.




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