Lo studio
In questo articolo vengono esaminati i risultati dell’esame di 28 pazienti da cui era stato richiesto un consulto al gastroenterologo per problematiche riconducibili a una possibile sindrome da intestino irritabile.
Durante tale consulto, si è provveduto al rilevamento sistematico di:
- un’anamnesi generale riguardante patologie non di pertinenza gastroenterologica
- una anamnesi familiare atta ad evidenziare un’eventuale predisposizione per malattie gastrointestinali
- abitudini alimentari (consumo di fibre, introduzione di liquidi, consumo di caffè ed altri eccitanti nervini, dieta prevalente…) e stili di vita (potenzialmente influenti sulla patologia indagata) come vita sedentaria, abitudine a procrastinare la defecazione pur in presenza di uno stimolo adeguato, tabagismo...
- un esame obiettivo generale prima e mirato poi all’apparato digerente (palpazione addominale, esplorazione rettale...)
Al termine di tale consulto seguiva un colloquio inteso da un lato a verificare l’esatta percezione delle persone nei confronti della patologia indagata e dall’altro volto a “restituire” al paziente le conclusioni tratte (diagnosi ed eventualmente terapia non solo farmacologia, ma anche attività di counselling tramite suggerimenti su utili modificazioni di errate abitudini alimentari e/o stili di vita…).