Sindrome da Intestino Irritabile
A cura del Dott. Giancarlo Parisi
Cosa si intende per Sindrome dell'Intestino Irritabile?
La Sindrome dell'Intestino Irritabile, definita anche IBS dall'inglese Irritable Bowel Disease, è un disordine funzionale dell'intestino caratterizzato da dolore addominale associato a disturbi della defecazione o a sintomi come il gonfiore e la distensione addominale.
Perchè si chiama "Sindrome"?
Si chiama "Sindrome" perchè è una combinazione di sintomi gastrointestinali cronici o ricorrenti non spiegati da alterazioni organiche o biochimiche, attribuibili all'intestino.
Cosa vuol dire "disordine funzionale"?
Si intende l'assenza di una compromissione anatomica del tubo digerente. Ciò è importante per discriminare questa patologia da altre che coinvolgono il tubo gastroenterico e che si associano ad alterazioni anatomiche della mucosa e/o della parete dell'intestino.
E' un disturbo frequente?
L'IBS è una delle patologie più frequenti del tubo gastroenterico.
Incide prevalentemente nel sesso femminile con un rapporto di 2:1. L'età di presentazione dei pazienti ai medici si colloca tra 30 e 50 anni. Risulta cinque volte più frequente nella razza bianca rispetto a quella nera.
In Italia ha una prevalenza del 20% circa.
Negli USA l'IBS porta ad effettuare circa 3 milioni di visite mediche annue con circa 2 milioni di prescrizioni mediche ed un costo annuo di 8 bilioni di dollari.
Questa Sindrome è caratterizzata anche da disturbi extraintestinali?
L'IBS si associa ad un'alterazione importante della qualità della vita che è sovrapponibile ai soggetti che soffrono di malattie cardiache. Considerando che tali disturbi incidono su una fascia di età relativamente giovane si comprende come queste alterazioni abbiano un'influenza non solo soggettiva ma anche di tipo sociale e lavorativa.
Quali sono le cause dell'IBS?
I meccanismi responsabili di questa Sindrome non sono ben noti.
Esistono delle alterazioni della motilità intestinale che si associano ad un'alterata percezione del dolore viscerale. Sembrano importanti anche fattori come lo "stress" e fattori genetici.
Un fattore importante è la dieta e, soprattutto, il contenuto in fibre che l'alimentazione quotidiana contiene.
Come si presenta clinicamente l'IBS?
L'esordio dell'IBS può essere abbastanza improvviso con dolori addominali ed alterazioni della defecazione caratterizzati da diarrea o da stitichezza.
Successivamente l'andamento clinico è caratterizzato da sintomi cronici o ricorrenti in cui si associano dolore, gonfiore addominale, stitichezza o diarrea.
Spesso questi disturbi sono associati ad una sensazione di malessere generale e scadimento della qualità della vita.
Quali sono i criteri diagnostici?
La diagnosi di IBS è clinica e si basa su dei criteri consolidati che vengono definiti "Criteri di Roma".
Sulla scorta di questi criteri, normalmente, non occorrono altri elementi che quelli sopracitati, cioè il dolore e l'alterazione della defecazione.
Praticamente si effettuano alcuni esami di laboratorio di base e, in soggetti che abbiano superato i 50 anni o comunque con familiarità per malattie neoplastiche dell'intestino, si effettua una ricerca del Sangue occulto fecale e/o una colonscopia.
Quali sono i rimedi terapeutici?
La terapia dell'IBS prevede l'utilizzo di alcuni presidi tra cui citiamo
Dieta ad alto residuo
Fibre non gelificanti
Antidiarroici
Antispastici
Procinetici
Antidepressivi ed Ansiolitici
Psicoterapia
Quanto è importante la dieta?
La dieta rappresenta un punto fondamentale nel trattamento dell'IBS.
Deve essere varia, equilibrata e soprattutto è fondamentale un apporto adeguato in fibre che deve oscillare tra 25 e 30 grammi al giorno.
Esistono degli alimenti che vanno evitati?
In linea di massima vanno evitate alcune sostanze che hanno un'azione stimolante sulla motilità intestinale, come la caffeina, ma generalmente si sostiene che non esistano alimenti controindicati in soggetti che presentano una IBS.
E' vero che nell'IBS va' eliminato il latte e/o i suoi derivati?
Non esistono basi scientifiche per avallare questa opinione molto comune. Infatti solo alcuni soggetti, che presentano un deficit di una sostanza (enzima)che si chiama lattasi hanno intolleranza al latte.
E' altresì importante fare notare che eliminare dalla dieta questo alimento così importante può esporre ad una riduzione dell'introito di Calcio importante sia nella fase di accrescimento che in età menopausale.
Perchè sono importanti le fibre?
Le fibre rappresentano un elemento terapeutico basilare in quanto costituiscono agenti formanti massa (cioè aumentano il volume e la consistenza delle feci)ed hanno un'azione prebiotica (cioè contribuiscono alla regolarizzazione della flora batterica intestinale).
Normalmente le fibre vengono assunte in scarsa quantità in quanto poco appetibili (vedi la crusca). Come si può ovviare?
Esistono, in commercio dei prodotti industriali che derivano da sostanze naturali e che sono in grado di integrare la quantità di fibre, quasi sempre modesta, che viene introdotta con la dieta (frutta e verdura).
Tra questi prodotti citerei il PHGG che è una fibra parzialmente idrolizzata di un seme che si trova in India. Questa fibra, che si trova in farmacia, possiede comprovati studi scientifici che dimostrano la sua efficacia nel migliorare i sintomi presenti nell'IBS.
Quando vanno utilizzati i farmaci?
I farmaci vanno impiegati come sintomatici e, possibilmente, per poco tempo. Infatti l'uso di antispastici, antidiarroici va' limitato alla fase di acuzie e solo per controllare il sintomo prevalente (il dolore o il disturbo della defecazione).
Gli antidepressivi o la psicoterapia vanno utilizzati dopo una consultazione specialistica e solo se presenti chiari sintomi psichici.
Dall'IBS si guarisce?
La Sindrome dell'Intestino Irritabile è un disturbo tendenzialmente ad andamento cronico o ricorrente. Pertanto chi soffre di questo disturbo deve abituarsi a convivere con i suoi sintomi che comunque sono controllabili da una buona conoscenza degli stessi, da un'adeguata e costante assunzione di fibre, da una dieta equilibrata oltre che da un controllo degli eventi stressanti.
Quali esami fare nella Sindrome dell'Intestino Irritabile (IBS)
Qual è l'importanza degli esami strumentali e di laboratorio nella Sindrome dell'Intestino Irritabile?
La diagnosi della Sindrome dell'Intestino Irritabile è prevalentemente clinica e si basa,come già detto, sui cosiddetti Criteri Romani. Esistono però delle situazioni cliniche particolari che richiedono l'utilizzo di esami di laboratorio e di esami strumentali.
Quali sono gli esami che si utilizzano prevalentemente nella diagnostica differenziale dell'IBS?
Si effettuano esami di laboratorio effettuando un prelievo di sangue, oppure esaminando le feci oppure effettuando dei tests che valutano il transito intestinale o l'assorbimento da parte dell'intestino.
Questi esami vengono associati ad esami strumentali radiologici o endoscopici oppure ecografici.
Quali sono gli esami ematologici più utili nella diagnosi differenziale dell'IBS?
Si efettuano gli esami di routine come l'emocromo, la sideremia, le transaminasi, la ionemia, la glicemia, la creatininemia. A questi si aggiungono particolari esami che vengono chiamati "indici di flogosi" rappresentati dalla VES, dalla PCR e dall'alfaunoglicoproteina acida. Questi ultimi servono ad escludere processi infiammatori caratteristici di altre patologie più severe dell'intestino come la Malattia di Crohn e la Rettocolite Ulcerosa.
Quale tipo di esame delle feci si effettua?
L'analisi delle feci serve prevalentemente per escludere la presenza di parassiti fecali e delle loro uova. Ciò è importante per escludere parassitosi intestinali.
In alcuni casi viene fatto anche un test chiamato "Ricerca del sangue occulto fecale" e che serve per escludere un eventuale sanguinamento occulto dell'intestino e quindi non macroscopicamente visibile.
Si effettuano esami radiologici?
Poco frequentemente. L'esame radiologico che può aiutare nella diagnostica differenziale è il Clisma Opaco. Questo esame, che consiste nell'effettuare una serie di radiogrammi durante la somministrazione per via rettale di un mezzo di contrasto (bario), può essere utile per rilevare una diverticolosi colica. Tale patologia può presentarsi con disturbi analoghi a quelli dell'IBS ma va differenziata in quanto le sue complicanze (la diverticolite acuta ad es.) sono temibili e vanno tempestivamente curate.
Bisogna effettuare la colonscopia per diagnosticare correttamente l'IBS?
No. La colonscopia è un esame con la più alta capacità diagnostica ma è un esame invasivo.Va pertanto effettuato solo in casi selezionati e seguendo le linee guida in materia.
Quando va effettuata la colonscopia in presenza di disturbi compatibili con IBS?
La colonscopia va effettuata quando i disturbi da IBS insorgono in soggetti con età superiore a 50 anni o, anche se inferiore, in soggetti con familiarità per Cancro del Colon. La colonscopia va sempre effettuata in caso di sintomi così detti di allarme come la presenza di sangue commista alle feci o da sola, la diarrea persistente che non regredisce con la terapia, il dimagrimento non altrimenti spiegabile.
Va' effettuata una ecografia dell'addome?
L'ecografia è esame di largo utilizzo, basso costo e non è invasivo. Questo è il motivo per cui viene effettuata quasi costantemente in soggetti che hanno sintomatologia dolorosa addominale. Le informazioni che tale esame può dare sono riferibili alla esclusione di una patologia della colecisti (calcolosi) o della sfera genitale(soprattutto nella patologia ovarica). In alcuni casi, e da parte di ecografisti con esperienza in tale settore, l'ecografia può aggiungere informazioni su alcune malattie dell'intestino come il Morbo di Crohn, la Rettocolite Ulcerosa o la Diverticolite complicata.
Va effettuata una TAC?
La TAC non fornisce informazioni sulla diagnostica differenziale dell'IBS per cui non ha senso effettuarla visto, tra l'altro, l'alto costo di questo esame.
Esistono esami che possono differenziare l'IBS dalla Celiachia?
In caso di IBS a variante diarroica, soprattutto se la sintomatologia è importante, va posta diagnosi differenziale con la Celiachia. Questa patologia, molto più frequente di quanto si possa credere, può presentarsi nell'adulto solo con questo sintomo (la diarrea). Per tale motivo si effettuano esami ematologici chiamati Anticorpi anti-Gliadina ed Anti Endomisio. Inoltre, nel sospetto, si effettua una duodenoscopia (utilizzando un gastroscopio più lungo del normale) per prelevare dei frammenti di mucosa intestinale che vengono esaminati al microscopio per una diagnosi di certezza.