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Queste indagini si basano su principi e metodi non legati all'esame endoscopico ed ai prelievi bioptici.
Test del respiro all'urea marcata (urea breath test)
Tale metodo si basa sulla spiccata attività ureasica dell'H.pylori descritta in precedenza, con conseguente produzione di ammoniaca ed anidride carbonica, quest'ultima rapidamente escreta nell'aria espirata.
Se si somministra al paziente per via orale urea marcata (con l'isotopo del carbonio 13C, identificabile quindi da un sistema di lettura), la 13C-anidride carbonica che si forma in seguito alla reazione appena descritta, passa nel sangue e dopo l'assorbimento viene espirata, può quindi essere raccolta in un tubo e misurata da uno spettrometro di massa. La soglia per considerare un test positivo è generalmente fissata a 4 delta per 1000 (l'unità di misura che si utilizza).
Il tempo di contatto tra urea e batterio in stomaco, al fine di favorire il verificarsi della reazione, é aumentato con la somministrazione di un pasto (lipidico o con acido citrico), che rallenta lo svuotamento gastrico.
Tra i numerosi protocolli, largamente utilizzato è stato quello "Europeo" del 1991, che prevede una dose di urea marcata di 100 mg e un pasto costituito da lipidi. Negli ultimi anni, numerosi studi hanno dimostrato che possono essere impiegate dosi di 75 mg di urea marcata e pasti standard di acido citrico, con risultati del tutto sovrapponibili. Quest'ultimo schema sta riscuotendo una sempre più vasta applicazione. Per ciò che concerne i tempi di raccolta del respiro, i protocolli maggiormente utilizzati prevedono un prelievo basale, effettuato prima della somministrazione dell'urea, ed uno dopo 30 minuti (two-point measure).
TEST DEL RESPIRO - Come si effettua
- Paziente a digiuno da oltre 4 ore
- Beve 100 ml di pasto grasso o succo d’arancia o acido citrico
- Espira per 10 secondi in tre tubi (campione TO)
- Beve acqua e urea (75 o 100 mg)
- Dopo 30 minuti espira in tre tubi (campione T30)
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Per effettuare il test del respiro possono essere utilizzati due isotopi (termine con il quale si indica che lo stesso composto può avere proprietà ma non caratteristiche chimiche diverse) del carbonio: il 13C e il 14C.
Il 13C-urea breath test ha il vantaggio di utilizzare un isotopo stabile e non radioattivo, che permette la ripetizione dell'esame più volte su qualsiasi soggetto (comprese le donne in stato di gravidanza e i bambini). Inoltre, dal momento che i campioni di espirato contengono carbonio non radioattivo, possono essere spediti per posta ai centri dotati dello spettrometro di massa. Il risultato é disponibile nel giro di poche ore, consentendo di programmare rapidamente l'inizio della terapia.
Nel caso del 14C-urea breath test, benché la dose di radiazione assunta dal paziente nel corso di ogni esame sia molto bassa, la somministrazione di urea radioattiva limita il numero di esami che possono essere effettuati nel singolo individuo e di fatto ne restringe l'impiego.
Il test del respiro all'urea marcata non e' soggetto ad errori di campionamento, perché l'urea è in fase liquida e si muove liberamente nello stomaco: ciò rende la metodica dotata di elevata accuratezza diagnostica.
Il 13C-urea breath rappresenta la metodica non invasiva di prima scelta, nella valutazione dell'efficacia di un trattamento, esso é inoltre l'esame maggiormente indicato nei soggetti di età inferiore ai 45 anni per i quali non vi sia il sospetto di patologie "maligne".
Diverse sono le ragioni in grado di ridurre l'accuratezza diagnostica.
Risultati "falsi negativi" possono essere la conseguenza di trattamenti antibiotici, o dell'assunzione di farmaci inibitori della pompa protonica. Per tale motivo, dopo un trattamento eradicante, si consiglia di attendere almeno 30 giorni prima di effettuare il test del respiro per la verifica dell'eradicazione.
Risultati "falsi positivi" possono essere la conseguenza dell'attività ureasica di batteri presenti nel cavo orale.
Ricerca degli antigeni dell'H.pylori nelle feci
Tali test, sviluppati negli ultimi anni e basati sulla ricerca di antigeni (cioé componenti dell'H.pylori in grado di indurre una risposta immunitaria) specifici nelle feci, sono semplici e non invasivi, e trovano una crescente diffusione nella valutazione del risultato del trattamento eradicante (Vaira et al. 2000).
Ricerca di anticorpi specifici
Gli anticorpi, prodotti dai leucociti (o globuli bianchi, cellule del sistema immunitario deputate alla difesa), sono delle molecole che interagiscono con l'antigene che ne ha indotto la sintesi o con antigeni strettamente correlati. La presenza di anticorpi, che possono essere di varie classi (per esempio di classe IgM o IgG), può indicare infezione in atto (e ciò accade nel caso delle IgM) o infezione pregressa, cioé un "ricordo" immunologico (come per le IgG).
I test sierologici (effettuati mediante l'utilizzo di sangue) maggiormente utilizzati nel caso dell'infezione da H.pylori, permettono di rilevare tipo e livello di anticorpi diretti contro antigeni batterici. La ricerca utilizzata di routine è quella degli anticorpi di classe IgG.
Questo tipo di test è relativamente economico e semplice nell'impiego, ma presenta il limite costituito dal fatto che la caduta del tasso anticorpale, dopo la terapia, é molto lenta: ciò impedisce una valutazione rapida del risultato del trattamento. L'indice di avvenuta eradicazione é rappresentato da un decremento del livello sierico degli anticorpi di almeno il 50%, dopo 6 mesi dal termine della cura
E' possibile, nella pratica clinica, la ricerca di anticorpi indirizzati contro la proteina CagA, che permettono di stratificare i soggetti infettati, in coloro che hanno maggior rischio di sviluppo di patologie gastro-duodenali e quelli che hanno una probabilità di molto inferiore ( Ponzetto et al. 1999).
Sono stati sviluppati test che si si basano sulla ricerca di IgG anti-H.pylori su trasudato gengivale e risultati promettenti derivano dagli studi che hanno ricercato tali anticorpi nelle urine; si tratta di dati che necessitano tuttavia di ulteriori conferme per comprenderne la reale accuratezza e utilità. Se é vero che tali metodiche sono semplici e perciò praticabili anche nello studio medico, la loro attuale indicazione é riservata a quelle condizioni ove sia impossibile ricorrere ad indagini dotate di maggior accuratezza diagnostica.
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