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I metodi di indagine diagnostica dell'infezione da H.pylori, maggiormente diffusi nella pratica clinica, si distinguono in invasivi e non invasivi ( Logan et al. 2001) (Tabella I), in base alla necessità o meno, per effettuarli, di ricorrere all'esofago-gastro-duodenoscopia (indagine che consiste nell'introduzione per via orale di un endoscopio).
Tabella I: Tecniche diagnostiche per l'infezione da Helicobacter pylori
Tests invasivi Endoscopici |
Tests non invasivi non endoscopici |
- Istologia
- Test rapido all'ureasi
- Esame colturale
- Biologia molecolare
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- Urea breath test
- Anticorpi specifici su siero
- Anticorpi specifici su sangue capillare
- Anticorpi specifici su urine
- Anticorpi specifici su saliva
- Ricerca dell'antigene fecale
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Metodiche invasive
L'esame endoscopico dello stomaco e del duodeno è il metodo per ottenere i prelievi bioptici sui quali si ricerca il batterio.
Tutti i test basati su questo tipo di diagnostica sono soggetti ad errori di campionamento, legati alla distribuzione irregolare del batterio o alla presenza di aree di gastrite atrofica severa o metaplasia intestinale (cioé la trasformazione di cellule dello stomaco in altre simili a quelle dell'intestino), nelle quali la sopravvivenza microbica è compromessa: ciò può determinare il possibile riscontro di una "falsa" negatività. Proprio al fine di evitare tale inconveniente dovrebbero essere effettuate biopsie multiple così distribuite:
- 2 sull'antro gastrico, ad 1-2 cm dal piloro
- 2 sul corpo-fondo, a maggior ragione necessarie dopo l'assunzione di farmaci inibitori della pompa protonica che
favoriscono la migrazione in tale sede dell'H. pylori.
Test all'ureasi
Tali metodiche sono basate sul principio della spiccata attività ureasica dell'H. pylori.
Depositando una biopsia in un mezzo liquido, semisolido o su una membrana contenente urea, se nella prima è presente il batterio, la grande quantità di ureasi presente provoca l'idrolisi dell'urea in ammoniaca e anidride carbonica, con un incremento del pH del terreno e successiva variazione di colore. Il tempo di attesa necessario per la lettura dipende dal tipo di materiale utilizzato per il test: alcuni permettono già una lettura a 15 minuti mentre in altri (di produzione meno recente) si deve attendere sino ad 1 ora.
Tale metodica è indicata per l'identificazione rapida dell'infezione in corso di esame endoscopico ( Ponzetto et al. 1999).
Esame istologico
Tale indagine (basata sullo studio microscopico dei tessuti del corpo umano) permette, oltre alla ricerca dell'H.pylori, la valutazione morfologica della mucosa gastrica, consentendo di porre una diagnosi di presenza e tipo di malattia (gastrite attiva, atrofia, metaplasia intestinale, displasia o neoplasia).
Per aumentare l'accuratezza (cioé la vicinanza del risultato rispetto al valore reale) diagnostica, numerose colorazioni possono essere allestite sul campione prelevato (per esempio ematossilina-eosina, quella di Warthin-Starry, Giemsa, Genta, Gimenez, Brown-Hopps).
L'esame istologico, inoltre, consente la diagnosi differenziale tra H. pylori e Helicobacter heilmanni (Gastrospirillum hominis), un microorganismo a forma di cavatappi, di lunghezza tre volte superiore a quella del primo, associato negli ultimi anni con patologia gastrica.
Coltura
Il test colturale è considerato, in microbiologia, il "gold standard" (cioé la tecnica di riferimento) diagnostico dell'infezione, ed è il solo metodo che permette lo studio della sensibilità batterica agli antibiotici e l'applicazione delle indagini di tipizzazione molecolare.
Gli inconvenienti di questa metodica sono legati ai lunghi tempi necessari (3-12 giorni) e alle difficoltà di crescita del batterio, per cui il suo utilizzo é limitato nella partica clinica a specifiche condizioni di seguito descritte.
Biologia molecolare
Si tratta di metodiche confinate alla ricerca, mediante i quali é possibile amplificare selettivamente un frammento di DNA presente in un campione fino ad un milione di volte.
E' così possibile ottenere il clonaggio (cioé la moltiplicazione da una singola fonte) di geni responsabili della patogenicità dell'H.pylori, nonché della resistenza agli antibiotici.
Con tali procedure, il genoma del microrganismo è stato individuato a livello di mucosa e di liquido gastrico, ma anche di saliva, placca dentaria e feci .
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