Dott. Rinaldo Pellicano Dott. Franco Palmas Torna all'Home Page
  23/06/2004  


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EPIDEMIOLOGIA Epidemiologia
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 » Prevalenza e Incidenza

 » Fattori di rischio
   dell’infezione


 » Vie di trasmissione

 

L'infezione da Helicobacter pylori (H. pylori) ha una diffusione ubiquitaria.

La prevalenza (cioé il numero di casi nella popolazione) del batterio, nei Paesi Industrializzati, è caratterizzata da un incremento proporzionato alla fascia d'età: ciò rispecchierebbe il fatto che i soggetti di età avanzata hanno una maggior probabilità di aver vissuto nell'infanzia in condizioni igienico-sanitarie più sfavorevoli rispetto alle generazioni successive ("effetto coorte")
( Kyriazanos et al 2001).

In generale, si può considerare che il valore della prevalenza coincida approssimativamente con la decade di età (per esempio 40% nella fascia compresa tra 40 e 50 anni), oltre i 60-65 anni tuttavia, si osserva una riduzione dei tassi di infezione, verosimilmente in relazione alla comparsa della gastrite atrofica che genera un ambiente sfavorevole al microrganismo.

Studi condotti nell'Europa occidentale hanno dimostrato una prevalenza media di sieropositività, per anticorpi anti-H. pylori, compresa tra il 5 e il 15% nei bambini e tra il 30 e il 65% negli adulti. Il dato é differente se si stratificano i soggetti in relazione all'origine etnica, in quanto gli immigrati e i loro discendenti di prima generazione presentano dei valori più elevati rispetto agli autoctoni, numericamente simili se non identici rispetto a quelli del paese d'origine.

La prevalenza dell'infezione da H. pylori, nella popolazione di razza bianca degli USA e del Sud-Africa, è spesso sovrapponibile a quella Europea; differenti sono i dati inerenti gli altri gruppi etnici, che presentano valori di prevalenza doppi ( Everhart et al. 2000).

Per quanto riguarda la prevalenza dei ceppi (cioé dei gruppi) batterici dotati di maggior aggressività (anti-CagA positivi), studi condotti nel Regno Unito sulla popolazione generale di sesso maschile hanno riscontrato valori elevati, che giungono fino al 44% del campione esaminato ( Danesh et al. 2000). Un'indagine epidemiologica italiana, su una popolazione di allievi militari, ha rilevato un valore ancor più elevato, vicino alla totalità dei soggetti infettati ( Biselli et al. 1999).

Gli studi provenienti dai Paesi in Via di Industrializzazione indicano tassi di prevalenza dell'infezione nettamente superiori rispetto a quelli dei Paesi Industrializzati, con valori di positività di circa 80-90% nelle fasce di età adulta e del 45-55% nei soggetti di età compresa tra 0 e 9 anni.

L'incidenza (cioé il numero di nuovi casi in un determinato periodo di tempo) dell'infezione da H.pylori, tra gli adulti precedentemente negativi o tra persone che sono state curate con successo (reinfezione), é valutata generalmente in valori compresi tra 0.5 e1% annuo, a dimostrazione del fatto che in tale periodo della vita é possibile ma non frequente l'acquisizione batterica.


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